Ecco i “social trend” 2014 di Forbes: valgono anche nel Pharma?

La rivista economica americana delinea le tendenze 2014 del Social Business: orientamenti trasversali che promettono di coinvolgere anche le farmaceutiche

Il business delle aziende di ogni tipo sta cambiando troppo in fretta. Per affrontare il cambiamento è ormai imprescindibile un approccio digitale alla comunicazione e al marketing. Il social business è uno degli aspetti chiave di questo trend. Ma “social business” è un concetto troppo ampio, anzi, a dire il vero è una nozione troppo vaga. Queste, in sostanza, le dichiarazioni rilasciate a Forbes da uno dei profeti della rivoluzione social  nel campo dell’impresa e degli affari, Michael Krigsman di ZDNet. Una presa di coscienza simile a una provocazione, oppure a una chiamata a riflettere, a tematizzare il concetto di social business  per definirne meglio i confini e così prevederne le tendenze.

 

La redazione della celebre rivista americana di economia e finanza ha pensato di girare la provocazione a Scott Hebner di IBM, Vice President  dell’area Social Business, che ha individuato i trend del segmento per il 2014.

 

AboutPharma li riferisce ai suoi lettori insieme a una domanda, alla quale dovranno dar risposta direttamente le aziende, magari proprio quelle che si candideranno agli AboutPharma Digital Awards 2014: la frontiera della comunicazione digitale, ossia le linee di sviluppo del social business, coinvolgeranno anche le aziende del farmaco?

 

Ecco la top 7 dei “social trend” per il 2014

  • Social Business significherà solo marginalmente maggior collaborazione e più condivisone all’interno delle aziende: il social  nelle imprese si rivelerà piuttosto una via per "scatenare" e potenziare la conoscenza collettiva, valorizzando le differenti capacità dei dipendenti e dischiudendo opportunità inimmaginabili di apprendimento rapido, ad esempio attraverso video real-time per la dimostrazione pratica di una lavorazione o di un processo.

 

  • Il Social Business inizierà a interessarsi e ad analizzare gli aspetti comportamentali, per contribuire a incanalare e accelerare i processi decisionali. I dati raccolti attraverso gli strumenti social  rappresentano un patrimonio, fino a poco tempo fa inimmaginabile, di informazioni riguardanti tutte le interazioni fra le persone che operano all’interno, all’esterno e in parallelo all’azienda, basti pensare ai feedback dei clienti. Ebbene, è prevedibile che con l’anno nuovo tutte queste informazioni saranno organizzate e utilizzate coerentemente da qualche azienda, per ottimizzare i propri processi decisionali e le proprie risposte al mercato.        

 

  • Il Social Business, da strumento di marketing massificante – che mira a raccogliere il maggior numero di “like” – diventerà strumento di empowerment del singolo cliente, paziente o consumatore: infatti sarà sempre più al centro il sentiment  sotteso al feedback di tutti gli stakeholder dell’azienda. Come dire che gli aspetti qualitativi della risposta dei clienti prevarranno sul dato quantitativo.

 

  • I dati raccolti attraverso i social network diverranno strumento di lavoro privilegiato per le divisioni Risorse Umane (HR), che utilizzeranno i dati comportamentali di dipendenti e candidati per giudicarne i talenti, la fedeltà all’azienda, le inclinazioni e i limiti personali, anche di natura caratteriale.

 

  • Le aziende che si lasceranno guidare dall’interazione con i clienti attraverso i canali social, daranno avvio alle innovazioni che contano sul serio. Internalizzare davvero le impressioni e le esperienze di clienti e stakeholder consentirà alle aziende più sensibili di aprirsi veramente al mercato, dando vita a modelli d’impresa inediti e performanti.

 

  • Assisteremo per la prima volta a una vera integrazione fra Social, Mobile, Analytics e Cloud, e le piattaforme integrate di Social Business (SMAC, l’acronimo viene dalle iniziali delle 4 parole chiave citate) diventeranno il golden standard delle aziende più competitive.

 

  • Acquisterà importanza e diverrà sempre più riconosciuto il “brand journalism”: le aziende recluteranno blogger, fidelizzeranno giornalisti e promuoveranno sempre più organicamente la diffusione "virale" dei contenuti giornalistici riguardanti i propri prodotti, i propri stabilimenti e in genere il proprio brand.