Quando è il farmacista che ti ricorda di prendere le medicine

Al via il servizio "Un trillo per ricordare", per aiutare i pazienti con malattie croniche a rispettare l’aderenza alla terapia

Quando il farmacista ti ricorda di prendere le medicine. Sono una decina, per ora, le farmacie sul territorio nazionale che a partire da questa settimana offriranno ai loro pazienti il servizio “Un trillo per ricordare”- Interactive Monitoring Service, ideato da FBCommunication, con l’obiettivo di aiutare le persone affette da diabete, ipercolesterolemia, ipertensione o broncopneumopatia cronica ostruttiva a rispettare l’aderenza alla terapia.

Grazie a un sistema automatico, i pazienti riceveranno una chiamata, nei giorni e negli orari stabiliti in fase di arruolamento, per indagare se effettivamente si attengono alle prescrizioni mediche, assumendo la propria terapia. Tutte le risposte verranno registrate in un database e il farmacista potrà così verificare, su una pagina web a lui dedicata, se i propri pazienti seguono il trattamento indicato dal medico curante o in caso negativo, decidere, quando necessario, di intervenire per comprenderne le ragioni.

“L’idea di un servizio che la farmacia potesse offrire ai propri pazienti è nata dalla riflessione sul ruolo che i farmacisti svolgono per i pazienti, i quali spesso si rivolgono al personale della farmacia per chiarire dubbi sulla terapia e ricevere consigli relativi alla salute – spiega Fulvio Bruno, amministratore unico di FBCommunication – Contattando le farmacie di tutta Italia ci siamo resi conto che i farmacisti, sebbene siano consapevoli dell’esistenza di una inadeguata aderenza tra i loro pazienti, si trovano senza strumenti adeguati per poter affrontare la situazione. La nostra proposta, quindi, è stata accolta con entusiasmo”.

Lo studio pilota, che si avvale per l’analisi statistica della collaborazione dell’Unità di Biostatistica ed Epidemiologia Clinica dell’università di Pavia, è solo all’inizio della sua strada. Per adesso le farmacie aderenti sono una decina, da Verona a Catania, da Novellara a Montemarciano e Ruvo di Puglia, ma “l’interesse è tale che il numero promette di crescere”, assicura Bruno.