Cade il divieto di accesso alla Pma per le coppie fertili affette da patologia genetica

La decisione della Corte Costituzionale nella Camera di consiglio del 14 maggio. Si tratta della 36esima decisione di tribunali, di cui tre della Corte Costituzionale, che hanno smantellato la legge 40 del 2004. Esultano i Radicali

Continua lo smantellamento della legge 40. Cade, infatti, anche il divieto di accesso alla fecondazione assistita per le coppie fertili affette da patologia genetica. Ad abbattere l’ennesimo divieto è la Corte Costituzionale, che “nella Camera di consiglio del 14 maggio – si legge in una nota – ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 1, commi 1 e 2, e 4, comma 1” della normativa, “nella parte in cui non consentono il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili, rispondenti ai criteri di gravità di cui all’art. 6, comma1, lettera b), della legge 22 maggio 1978, n. 194, accertate da apposite strutture pubbliche”.

Si tratta della 36esima decisione di tribunali, di cui tre della Corte Costituzionale, che hanno smantellato la legge 40 del 2004.

“Negli ultimi 10 anni, insieme a tanti colleghi, pazienti, legali e comuni cittadini ci siamo opposti con tutte le nostre forze alle restrizioni assurde e discriminatorie imposte dalla legge 40 – aggiunge Luca Gianaroli (Sismer), consigliere generale della Coscioni – La sentenza della Corte Costituzionale cancella finalmente gli ultimi paletti, segnando la fine della discriminazione nell’accesso alle cure e permettendo a molte coppie che già soffrono per la loro particolare condizione di avere la possibilità di sottoporsi a un percorso diagnostico-terapeutico efficace e sicuro che può prevenire esperienze drammatiche come la Ivg o la morte in età infantile del proprio bambino a causa di gravi patologie. Ancora una volta, come è accaduto in occasione delle precedenti sentenze relative alla legge 40, i giudici si sono dimostrati più attenti ai diritti e alle necessità dei cittadini rispetto alle istituzioni politiche, che hanno sempre anteposto posizioni ideologiche talvolta anche molto discutibili e prive di fondamento medico-scientifico, al benessere e alla salute dei propri concittadini”.

“Coloro che hanno difeso l’indifendibile in Parlamento, nel Governo, in Vaticano, usando potere, soldi e televisioni, hanno fatto perdere 10 anni ai malati, alle donne, ai medici e agli scienziati – dichiarano i Radicali Filomena Gallo e Marco Cappato – Costoro dovrebbero chiedere scusa e, per i non pochi ancora con incarichi politici e burocratici, dimettersi”. E il lavoro dei Radicali e dell’associazione Coscioni non si ferma qui. “Proseguiremo l’opera di demolizione della legge 40 sui divieti ancora rimasti: la ricerca sugli embrioni e l’accesso dei single e coppie dello stesso sesso alla fecondazione assistita. Lo faremo, in ogni caso, attraverso i ricorsi delle persone colpite direttamente dai divieti. Ma chiediamo ai ministri di Salute e della Ricerca e ai Parlamentari tutti di non aspettare che siano i giudici italiani ed europei a spiegare che anche gli ultimi divieti della legge 40 sono contrari alle libertà fondamentali della persona. Intanto è già attiva sul nostro sito la petizione al parlamento per legalizzare la ricerca sugli embrioni”.

Intanto il ministero della Salute, in una nota fa sapere che “in relazione al recente pronunciamento della Corte Costituzionale, resterà in attesa del deposito delle motivazioni della sentenza per poterle dare piena attuazione, eventualmente integrando il testo delle nuove linee guida della legge 40 approvate qualche giorno fa dal Consiglio superiore di sanità, e che contengono gli aggiornamenti relativi alla fecondazione eterologa. Prosegue invece l’iter di recepimento delle direttive europee collegate all’eterologa, insieme alla messa a regime del Registro nazionale dei donatori di gameti”.