Toscana: all’Aou senese e al Meyer le migliori performance

Tra gli indicatori più positivi figurano, il tasso di ospedalizzazione pari a 130,76 per mille abitanti, su un obiettivo regionale di 120 per mille, laumento degli interventi chirurgici per alta specialità, la degenza media preoperatoria per ricoveri pari a 1,06 giorni

L’Aou Senese è l’azienda ospedaliera universitaria con la miglior performance sanitaria della Toscana, insieme all’ospedale pediatrico Meyer. E’ quanto emerge dai dati del Laboratorio MeS – Management e Sanità, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che ha pubblicato i risultati regionali delle performance raggiunte dalle aziende sanitarie nell’anno 2014, nell’ambito del Sistema di valutazione delle strutture sanitarie della Regione Toscana. I risultati sono stati presentati da Pierluigi Tosi, direttore generale, insieme a Ranuccio Nuti, direttore del Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Neuroscienze dell’Università di Siena, Silvia Briani, direttore sanitario e Tiziano Salerno, direttore Uoc Controllo di Gestione.

In particolare il Bersaglio MeS, ovvero la rappresentazione grafica della totalità degli indicatori che compongono il Sistema di valutazione, ha evidenziato come tra le tre Aziende ospedaliere universitarie toscane, Firenze, Pisa e Siena, i migliori risultati perseguiti nell’anno 2014, oltre a quello dell’ospedale pediatrico Meyer (che ha dei parametri di valutazione parzialmente diversi per la propria specificità), siano stati quelli dell’AOU Senese, pari a 2.74 punti. In molte dimensioni misurate, i migliori livelli di performance raggiunti sono quelli dell’Aou Senese, che presenta un progressivo trend in miglioramento dal punto di vista organizzativo e gestionale che dura ormai da alcuni anni.

Tra gli indicatori molto positivi dell’Aou Senese nell’anno 2014 figurano ad esempio, il tasso di ospedalizzazione pari a  130,76 per mille abitanti, su un obiettivo regionale di 120 per mille. “Questo valore – commenta Tosi – misura quanto si ricovera in base alla popolazione residente sul territorio ed esprime quindi l’appropriatezza dei ricoveri: si ricovera meno ma in maniera più appropriata perchè si lavora in sinergia con il territorio. Abbiamo inoltre registrato un aumento degli interventi chirurgici per alta specialità e la diminuzione dei ricoveri  per problematiche minori che possono essere distribuite sul territorio”. Tra gli altri dati di rilievo emerge  che, mediamente, la durata della degenza ospedaliera risulta appropriata rispetto alle varie casistiche aziendali, con il vantaggio per il paziente di rimanere in ospedale per un tempo ottimale in relazione alla propria patologia. “Abbiamo una degenza media preoperatoria per ricoveri pari a 1,06 giorni – aggiunge Tosi – dato in costante flessione ed ormai prossimo all’obiettivo regionale inferiore ad un giorno. Questo dato indica un netto miglioramento organizzativo rispetto agli anni passati perchè il paziente viene operato in tempi rapidi dal momento del suo arrivo in ospedale, per le attività programmate”. Importante anche sottolineare i miglioramenti registrati in Pronto Soccorso, anche come capacità di saper indirizzare i pazienti verso il corretto percorso medico o chirurgico. “Un altro dato da sottolineare – aggiunge Tosi – effetto della recente riorganizzazione chirurgica, è la percentuale di casistica medica dimessa dai reparti chirurgici, pari a solo il 10,65%, dato che indica una maggior appropriatezza perchè la casistica medica che va in chirurgia è sempre più bassa”.

“Gli esiti positivi conseguiti nella performance sanitaria – sottolinea il professor Nuti – sono anche il risultato della costante e fattiva attività della componente universitaria il cui impegno, anche in termini formativi e di ricerca, è stato recentemente gratificato da eccellenti valutazioni in campo nazionale”.