Trasparenza: passi avanti in Asl e ospedali, ma resta il gap fra Nord e Sud

Ecco come si comportano le aziende sanitarie di fronte agli adempimenti previsti dalla legge secondo il primo "Rapporto sull'attuazione delle azioni adottate dalla sanità pubblica in materia di trasparenza ed integrità" curato da Agenas e Libera

Cresce l’adesione delle aziende sanitarie italiane alla norme su trasparenza e prevenzione della corruzione, ma esistono ancora aree da migliorare e ampie differenze regionali. Se a livello nazionale il “tasso di adempimento” alla normativa da parte di Asl e ospedali attesta al 70%, a livello locale l’oscillazione è enorme: dal 100% dell’Aulss 1 del Veneto Orientale al 12,5% dell’azienda ospedaliera San Filippo Neri di Roma. A dirlo è il “Primo Rapporto sullo stato di attuazione delle azioni adottate dalla sanità pubblica in materia di trasparenza ed integrità” presentato oggi a Roma dall’associazione Libera e l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regioni (Agenas).

Il Rapporto è frutto di un monitoraggio effettuato a luglio 2015 passando al setaccio i siti web di 142 aziende sanitarie locali, provinciali e regionali; 80 aziende ospedaliere e universitarie e 18 Irccs. L’indagine si concentra sulla pubblicazione online di alcune delle informazioni più significative previste dal decreto legislativo 33/2013 attuativo della legge 190/2012: documenti di bilancio, bandi di gara e di concorso, rapporti con le strutture private accreditate, liste d’attesa e organizzazione delle “giornate della trasparenza”.

Secondo l’analisi di Agenas e Libera, il tasso di adempimento alle norme a livello nazionale è cresciuto in media dell’8,5% fra dicembre 2014 e luglio 2015 con percentuali diversi fra le aree geografiche: +10% al Nord, +9% al Centro, +8% al Sud e +7% nelle Isole. Ma le differenze sono più evidenti se si osserva la classifica delle Regioni che deriva dalla fotografia scattata con il monitoraggio del luglio scorso: i tassi più alti di adesione alle norme si registrano in Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, mentre Calabria, Campania e Molise confermano le loro difficoltà a procedere sulla strada della trasparenza anche solo con gli adempimenti più formali.

classifica

Differenze ancora più palpabili se si mettono a confronto le due graduatorie pubblicate nel Rapporto con le “prime dieci aziende per adempimenti sulla trasparenza” e le “ultime dieci” (Tav.1 e Tav.2).

 

prime dieci

ultime10

Entrando nel dettaglio degli adempimenti, il Rapporto mostra come il 17% delle aziende non abbia pubblicato il bilancio preventivo del 2014 e l’8% il bilancio consuntivo del 2014. In questo caso, le Regioni meno adempienti sono la Sicilia (39%) e la Sardegna (36%), seguite dal Molise che riporta un tasso di adempimento pari a zero. Poi, per quanto riguardo un tema ancora più vicino ai cittadini – ovvero la trasparenza delle liste d’attesa – i risultati del monitoraggio indicano un “soddisfacente e crescente livello di adempimento” in merito alla disponibilità di una pagina web riservata alle liste di attesa (93% delle aziende) e una discreta disponibilità su specifiche tipologie di prestazioni (88%).

“Il percorso intrapreso dal sistema sanitario in materia di etica, trasparenza ed integrità registra una sempre maggiore applicazione, a significare che l’attuazione della normativa non è più concepita come un mero adempimento burocratico ma come presa di coscienza delle organizzazione sanitarie dell’importanza della trasparenza come leva strategica per consentire il miglioramento ed un concreto cambiamento culturale di tutti gli operatori sanitari, tanto più che si tratta di un settore che per funzione sociale è tra i più vicini alla persona in un momento di vulnerabilità e fragilità”, commenta il direttore generale di Agenas, Francesco Bevere. Parole a cui si associano quelle del presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone: “Il diritto alla salute è pretesa primaria delle persone, assicurata dalla Costituzione italiana. Il valore del diritto alla salute come “interesse della collettività” ne esalta il significato di diritto fondamentale  e amplifica la sua dimensione di principio supremo dell’ordinamento. In un terreno  così delicato il contrasto alla corruzione assume un ruolo centrale  e va, in primo luogo, inteso come cultura della trasparenza che consente la verifica costante degli strumenti, dei tempi e dei modi di attuazione dei trattamenti sanitari”.

A chiudere il Rapporto Agenas-Libera sono proprio i risultati del monitoraggio sulla pubblicazione dei Piani triennali di prevenzione della corruzione (Ptcp) e delle relative relazioni annuali. Dai siti delle 240 aziende monitorate emerge che il 18% di queste non ha ancora adottato e pubblicato il Ptcp 2015-2017. La Relazione annuale 2014 è stata già pubblicata nell’88% dei casi, risultati decisamente più alto rispetto al 20% del 2013, primo anno di adozione dei provvedimenti.

IL RAPPORTO