World Cancer Day: gli oncologi italiani sostengono la campagna #WeCanICan

Domani si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale contro il Cancro. L’Aiom: in Italia 6 pazienti su 10 sconfiggono la malattia, ma possiamo e dobbiamo fare di più

Domani è il 4 febbraio, il giorno in cui – in tutte e cinque i continenti – si celebrano iniziative di sensibilizzazione rivolte a media, istituzioni, medici e pazienti in occasione della Giornata mondiale contro il cancro (www.worldcancerday.org). Un’iniziativa promossa dall’Union for international cancer control (Uicc), organizzazione non governativa che rappresenta associazioni impegnate nella lotta alle neoplasie in oltre 100 Paesi. Anche quest’anno vi aderisce l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), partecipando alla campagna lanciata sui social network con l’hashtag #WeCanICan.

“Il cancro è una vera e propria epidemia che causa ogni anno in tutto il mondo più di 8,2 milioni di morti – commenta il presidente nazionale di Aiom, Carmine Pinto – La prevenzione rimane l’arma più efficace a nostra disposizione e quindi abbiamo il dovere di condurre una vita sana fin da giovani e aderire ai programmi di screening. E’ invece un diritto di tutti i cittadini, in caso di malattia, ricevere la migliore assistenza possibile. I vari governi nazionali e le Istituzioni sanitarie devono garantire le terapie innovative e trovare le risorse economiche e umane necessarie per contrastare le neoplasie”.

Secondo l’Uicc – ricorda l’Aiom in una nota –  nel 2025 i nuovi casi di cancro nell’intero Pianeta saranno 19,3 milioni. Erano “solo” 12,7 milioni nel 2008. “In Italia nel 2015 abbiamo avuto 363.300 nuove diagnosi di tumore – sottolinea Pinto – Il nostro Paese presenta tassi di guarigione fra i più alti in Europa e sei pazienti su dieci riescono a sconfiggere la malattia e possono così tornare a condurre una vita normale. E’ un risultato straordinario che evidenzia la grande qualità del sistema sanitario italiano. Ma molta strada resta ancora da percorrere, soprattutto per quanto riguarda alcune forme di tumore particolarmente aggressive e per le quali le terapie a disposizione sono ancora poche”.

Un partita cruciale si gioca sul terreno della prevenzione.  L’Aiom da anni è impegnata in progetti educazionali dedicati alla popolazione di ogni fascia d’età. Con un impegno particolare sul fronte del fumo: “Il principale fattore di rischio oncologico è il fumo di sigaretta – sottolinea l’associazione – che lo scorso anno ha causato in Italia 100mila nuovi tumori. Sono riconducibili al tabagismo fino al 90% dei casi di carcinoma polmonare, il 75% di quelli alla testa e collo e il 25-30% delle forme cancro al pancreas. Inoltre aumenta la possibilità di insorgenza di neoplasia a seno, prostata, rene, esofago e vescica”. Di recente l’Aiom ha lanciato alle istituzioni competenti un appello: aumentare di un centesimo il costo di ogni singola sigaretta per investire in un fondo ad hoc nazionale per i farmaci oncologici innovativi.