Governance farmaceutica, gli oncologi: dividere i tetti di spesa per macroaree

Giovedì prossimo si riunisce il tavolo istituito al ministero dell’Economia. L’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) sostiene l’ipotesi di “spacchettare” i tetti di spesa per attribuire più risorse ad aree terapeutiche che “ne hanno più bisogno”

Dividere il tetto della spesa farmaceutica in macroaree per attribuire più risorse alle aree terapeutiche, come l’oncologia, che ne hanno maggiore necessità. È la proposta che sarà esaminata giovedì prossimo dal tavolo sulla governance farmaceutica istituito al ministero dell’Economia, a cui parteciperanno ministero della Salute, rappresentanti delle Regioni e dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Un’ipotesi che piace molto all’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom):“Plaudiamo alla proposta di dividere il tetto della spesa farmaceutica per macroaree. Uno dei settori più critici è rappresentato proprio dall’oncologia. La suddivisione per macroaree risponde al nostro appello di istituire un fondo nazionale dedicato ai farmaci oncologici innovativi, che potrebbe essere finanziato attraverso il gettito derivante dal tabacco, un centesimo in più a sigaretta, con il duplice obiettivo di sostenere il fondo e contrastare il tabagismo. In questo modo le nuove armi sarebbero garantite a tutti i pazienti”, commenta in un comunicato il presidente dell’associazione, Carmine Pinto.

“Nel 1971 – ricorda l’oncologo – il presidente Usa, Richard M. Nixon, volle affrontare la sfida contro i tumori annunciando l’istituzione di un fondo ad hoc di 100 milioni di dollari per dare impulso ad una ‘campagna intensiva nella ricerca di una cura per il cancro’. Nacque così il National Cancer Act. A 45 aani di distanza Obama ha rilanciato e sostenuto con importanti risorse il progetto della ‘Precision Medicine’ che vede al centro l’oncologia”. Dagli oncologi, dunque, un appello a seguire l’esempio d’oltreoceano, con un “Fondo nazionale per l’oncologia” che sia in grado di “rispondere politicamente alla sfida del secolo”, ovvero “curare i malati di cancro, garantendo loro le armi più efficaci”.