Anticoagulanti, Garante privacy autorizza raccolta dati in pronto soccorso per studio su complicanze

Con alcuni paletti, l’Authority ha dato l'ok all’Ospedale “Guglielmo da Saliceto” di Piacenza ed altri centri di cura a trattare i dati dei pazienti anche senza consenso “qualora risultino temporaneamente incapaci di prestarlo”

Il Garante per la protezione dei dati personali ha autorizzato l’Ospedale “Guglielmo da Saliceto” di Piacenza ed altri centri di cura ad effettuare uno studio osservazionale multicentrico sulle complicanze emorragiche in pazienti in terapia con nuovi farmaci anticoagulanti ricoverati in pronto soccorso. Lo rende noto l’Authority nella sua newsletter.

“L’ospedale – spiega la nota del Garante – potrà trattare i dati dei pazienti, anche senza consenso, qualora questi risultino temporaneamente incapaci di prestarlo. Alcuni di questi malati, infatti, potrebbero trovarsi in stato d’incoscienza per la gravità delle complicanze emorragiche ed è importante ai fini dello studio verificare anche i loro dati. In questi casi, il centro di cura cercherà comunque di ottenere il consenso dai prossimi congiunti o familiari o rappresentanti dell’interessato o di un medico non associato alla ricerca. Qualora le condizioni di salute dei pazienti migliorino, nel corso dello studio, sarà raccolto il loro consenso alla continuazione della ricerca, previa idonea informativa”.

Non mancano, di certo, paletti da rispettare. “Il trattamento dei dati personali sulla salute – prosegue la nota – dovrà riguardare solo i dati e le operazioni strettamente indispensabili allo studio (sesso, data di nascita, peso, altezza e informazioni sulla salute registrate nelle cartelle cliniche). La ricerca dovrà comunque avvenire nel rispetto delle modalità previste nella richiesta di autorizzazione, anche per ciò che concerne la designazione dei soggetti che collaborano all’esecuzione dello studio, con l’adozione di idonee misure di sicurezza e la definizione del periodo di conservazione dei dati”.

I medici si limiteranno a raccogliere e ad analizzare i dati clinici dei pazienti potendo, eventualmente, ricontattarli fino a novanta giorni dopo le dimissioni, per raccogliere altri dati sulle loro condizioni cliniche e su altre possibili complicanze insorte. Infine, i dati sanitari dello studio non saranno comunicati o trasferiti all’estero se non in forma rigorosamente aggregata e anonima e saranno resi pubblici solo in tale forma.