Farmaceutica: un comparto trainante, ma serve (presto) una nuova governance

È il messaggio che arriva dagli Incontri Asis 2016, la convention dell’Associazione Studi sull’Industria della Salute convocata venerdì e sabato scorsi a Tirrenia (Pi)

farmaceutica industria

In un contesto di incertezza economica, la farmaceutica è un comparto trainante, ma non riceve dal sistema-Paese l’attenzione è il sostegno di cui avrebbe bisogno. È, in estrema sintesi, il messaggio che arriva da “Gli Incontri ASIS 2016”, la convention dell’Associazione Studi sull’Industria della Salute ospitata venerdì e sabato a Tirrenia, in provincia di Pisa.

Nei due giorni di lavori – spiega l’associazione in una nota – esperti del settore e rappresentanti dell’industria hanno dibattuto con il mondo dell’università e della ricerca sulle prospettive del comparto, sui cambiamenti in atto nei sistemi sanitari e sulle novità che arriveranno dall’innovazione, scientifica e farmaceutica. Ne è scaturita innanzitutto una fotografia della farmaceutica nella quale cifre e percentuali le tributano la qualifica di “locomotiva” del Paese. Le ha ricordate nel suo intervento il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi: +5% nella produzione soltanto l’ultimo anno, +10% nel periodo 2010-2015 (quando l’intero manifatturiero ha fatto -7%), +1% nell’occupazione, produttività procapite più alta in Europa. A gran voce, il numero uno di Farmindustria chiede una riforma radicale della governance e quindi interventi sui meccanismi che regolano la spesa farmaceutica pubblica. “L’Italia destina a questa voce del bilancio sanitario il 31% in meno della media Ue”, ha detto Scaccabarozzi, ma “sarebbe invece necessario che il Paese cominciasse a sostenere quei settori dell’industria nazionale che il Pil lo alimentano”. Come? Innanzitutto con una diversa politica del farmaco, che metta definitivamente in soffitta l’odiato sistema del payback.

Perché la governance del farmaco cambi, tuttavia, sembra necessario – secondo quanto emerso dall’evento di Tirrenia – che nella stessa sanità pubblica si cambi paradigma. Ne è convinto Fabrizio Landi, presidente di Toscana Life Sciences, incubatore di innovazione per la ricerca biotech a partecipazione mista, pubblico-privato: “I farmaci consentono di curare a casa, riducono le ospedalizzazioni e gli interventi chirurgici, fanno risparmiare in posti letto e in personale. Quindi l’operazione da compiere dovrebbe essere quella di travasare spesa dall’ospedale all’assistenza farmaceutica. Facile a dirsi ma complicatissimo a farsi, però, perché ci si deve scontrare con le resistenze del sistema. Secondo alcune stime un posto letto per acuzie costa mediamente mille euro al giorno. Che sia vuoto od occupato non conta, perché su questo posto letto si scaricano i costi del personale, della struttura, delle sale operatorie, del pronto soccorso, della riabilitazione e via di seguito. Cose nel tempo sempre meno sostenibili, ed ecco perché in altri Paesi si sono lanciati nuovi modelli di ospedale ‘snello’, per l’assistenza alle cronicità, i cui costi sono commisurati ai bisogni”.

A parte un riequilibrio della spesa, è poi necessario che sul territorio si inneschino sinergie virtuose tra aziende e pubbliche amministrazioni per promuovere l’innovazione. Ma non basta: serve un nuovo modello di relazioni fra università e mondo del lavoro. E studenti e ricercatori dovranno conquistarsi il proprio spazio. Le chances ci sono, come hanno dimostrato i premi ASIS-Fondazione Carlo Erba per dottorati di ricerca – intitolati a Marisa Colbacchini e Angelo Marai – assegnati nel corso della convention. “I nostri ricercatori rappresentano un’eccellenza a livello europeo – ha ricordato Marco Macchia, presidente di ASIS – hanno tutti i numeri per diventare protagonisti nel settore farmaceutico”. Stessa considerazione per i premi consegnati nell’ambito del progetto “Il cuore di Carlo”, che ha visto la presentazione dei lavori realizzati dagli studenti del corso di Economia aziendale del corso di laurea in Farmacia dell’università di Pisa, di cui è docente Franco Falorni. A consegnarli Marco Velluti, managing director di Alliance Healthcare Italia che ha sostenuto l’evento, e Gian Pietro Leoni, past president di Farmindustria e membro di ASIS. Alla convention erano presenti anche gli studenti e docenti dei corsi di laurea in Farmacia e CTF delle università di Pisa, Bari, Genova, Milano, Napoli, Padova, Parma, Pescara-Chieti e Salerno.