Dolore acuto o cronico, ecco come riconoscerlo e affrontarlo

Assosalute e Simg insieme per fare chiarezza sul tema durante l’incontro ‘I Mille Volti del Dolore’

Un mal di testa, un mal di pancia improvviso. Ma anche il ciclo mestruale o una brutta caduta. Stati diversi, ma accomunati da una cosa, il dolore. A volte forte, altre volte più blando. E’ proprio per riconoscere le varie forme di dolore e imparare a gestirle correttamente che la Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg) e Assosalute, l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione, hanno promosso l’incontro ‘I Mille Volti del Dolore’, un confronto tra esperti finalizzato a eleggere il percorso più appropriato per riconoscere il dolore acuto e affrontarlo nel migliore dei modi.

Il dolore rappresenta una tra le manifestazioni più importanti di un disturbo o di una malattia; inoltre, fra i sintomi, è quello che tende a minare maggiormente la qualità di vita. Secondo un’indagine dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), su 5.447 soggetti ospitati da 15 centri di tutto il mondo, il dolore persistente nell’ambito delle cure primarie risulta avere una prevalenza del 20%. In Italia, uno studio osservazionale pubblicato nel 2005, che ha coinvolto 89 medici di medicina generale, ha rilevato come circa un terzo dei contatti ambulatoriali che il medico ha durante la sua attività routinaria lamenti dolore, classificato dai medici ricercatori nel 52,8% dei casi come cronico. In aggiunta, in una recente ricerca condotta dalla Simg, sono stati selezionati i pazienti che hanno richiesto un consulto al proprio medico a causa del proprio dolore. Sono stati considerati solo i pazienti che denunciavano un dolore con intensità maggiore di 3 alla scala Nrs (Numerical Rating Scale), un sistema di valutazione del dolore che viene compilata chiedendo al paziente di assegnare un punteggio da 0 a 10 corrispondente al dolore provato. Ebbene, all’interno di questo campione, il dolore cronico (maggiore del valore 3 alla scala Nrs con durata superiore ai tre mesi) era presente nel 3% del totale della popolazione assistita, con proiezione su base annua e rappresentava circa il 27% dei primi accessi per dolore. Secondo quanto emerso, quindi, si può ritenere che la maggior parte dei pazienti, il 70% di quelli che consultano il proprio medico per un problema di dolore, lo fa per la presenza di un dolore acuto.

“Tra i principali obiettivi che la Simg si propone, figura anche quello di supportare le persone costrette a convivere con alcuni problemi di salute che, nella maggior parte dei casi, provocano la comparsa di dolore – commenta Ovidio Brignoli, vice presidente di Simg – E’ per questo che il medico di famiglia, quando opportunamente consultato, sarà in grado di prescrivere una terapia idonea o, in caso di lievi sintomi da leggeri disturbi, indirizzare il paziente verso una gestione autonoma del dolore, tramite l’assunzione responsabile di farmaci di automedicazione”.

In caso di una causa scatenante netta e chiara – la presenza del ciclo mestruale, una piccola contusione, un arrossamento degli occhi, un’indigestione o un mal di testa – il dolore acuto può essere controllato in autonomia, tramite la corretta assunzione di farmaci di automedicazione o da banco, acquistabili senza obbligo di prescrizione e riconoscibili grazie al bollino rosso che sorride, presente sulla confezione, dove è indicato chiaramente che quello che si sta acquistando è un farmaco senza obbligo di ricetta. Questi medicinali sono disponibili senza ricetta medica perché nel loro impiego diffuso e di lungo corso si sono dimostrati sicuri, efficaci ed hanno ricevuto un’apposita autorizzazione da parte dell’Autorità sanitaria.

In presenza di dolore cronico, invece, è opportuno consultare il proprio medico di fiducia, il quale sarà in grado di individuare la giusta diagnosi e, di conseguenza, prescrivere il trattamento più efficace. “Oltre a limitare in maniera impattante la qualità della vita, il dolore è causa di una serie considerevole di costi sociali, in termini di rendimento al lavoro, conseguenze psicologiche e ripercussioni fisiche – conclude Pierangelo Lora Aprile, responsabile Area dolore Simg – Per arginare in maniera efficace questo fenomeno complesso, in presenza di sintomi derivanti da semplici disturbi è opportuno educare la popolazione a una gestione autonoma del dolore, tramite una terapia che preveda l’assunzione responsabile di farmaci da banco. In caso di dolori caratterizzati da un’intensità più forte che non si risolvono a breve e non sono strettamente correlati a eventi acuti e/o traumatici, è opportuno consultare un medico per una diagnosi più puntuale e l’inizio di un trattamento specifico”.