Farmaceutica, un “ecosistema” più favorevole per attrarre investimenti e migliorare la competitività

Nel sito produttivo di AbbVie, a Campoverde di Aprilia (Latina), confronto fra industria e istituzioni sulle eccellenze produttive del settore Life Science e la necessità di “regole certe, omogenee e stabili” per favorire competitività e investimenti in Italia. Scalfarotto (Mise): "Governo a lavoro per offrire a investitori esteri interlocutore unico e più certezze"

AbbVie_B6_L_FullL’industria farmaceutica è disposta a investire nel nostro Paese, valorizzando il capitale umano e producendo ricchezza. Anzi, lo fa già. Ma per rispondere alle nuove sfide, quella dell’innovazione prima di tutto, chiede un contesto più favorevole . Non solo per continuare a crescere ed esportare (vanta già diversi primati), ma anche per migliorare la capacità dell’Italia di attirare investimenti dall’estero. È, in sintesi, il messaggio che arriva oggi da Campoverde di Aprilia (Latina), dove si trova il sito produttivo italiano della multinazionale biofarmaceutica AbbVie. Qui l’azienda ha organizzato l’incontro “Eccellenza produttiva e sviluppo industriale: le sfide per la crescita dei territori” per ribadire, spiega l’amministratore delegato Fabrizio Greco, “quanto sia importante assicurare condizioni favorevoli per l’attrazione degli investimenti” soprattutto per “favorire l’innovazione, elemento che caratterizza l’industria farmaceutica”. In particolare, il manager ribadisce la necessità di “regole certe, omogenee e stabili in tutto il Paese” che sostengano l’innovazione e “favoriscano lo sviluppo e l’accesso ai nuovi farmaci”. Una “richiesta” che poggia su basi solide e sulla convinzione di avere le carte in regola: “Secondo le ultime elaborazioni Farmindustria nel 2015 il contributo diretto di AbbVie e del suo indotto in Italia raggiunge i 560 milioni di euro, complessivamente in termini di investimenti, stipendi, imposte dirette e Iva”. E più in generale, tra le imprese a capitale straniero, il comparto è il primo settore manifatturiero per investimenti ed export (Farmindustria-Istat). Settore chiave, dunque, in termini di attrazione degli investimenti esteri e di sviluppo dell’export.

A sentire le istituzioni, sembra che qualcosa si stia muovendo. Lo ha spiegato il sottosegretario allo Sviluppo Economico (Mise), Ivan Scalfarotto, intervenendo all’incontro di oggi: “E’ stato affidato al Mise il coordinamento di un Comitato interministeriale di indirizzo per l’attrazione degli investimenti esteri, con l’obiettivo di creare un punto di contatto a livello nazionale in grado di instaurare collaborazione collaborazioni efficaci tra amministrazioni centrali e territorio”. E non solo: “Stiamo lavorando per migliorare l’attrattività del Paese – sostiene il sottosegretario – tramite la riforma della governance degli investimenti diretti esteri e con azioni come, per esempio, la nuova legislazione sul lavoro, dove il Jobs Act mira a garantire maggiore flessibilità nel mercato, il miglioramento dei tempi della giustizia, con “tribunali dedicati” alle controversie che coinvolgono gli investitori stranieri e nuove misure fiscali come super-ammortamento e credito d’imposta del 140% per gli investimenti in macchinari, affidando all’ICE i compiti operativi per l’assistenza alle imprese”.

Per l’industria farmaceutica, il Lazio è uno dei cluster più dinamici ed è il primo per export. Per il sito di Campoverde – dove si producono farmaci per ben 110 Paesi – AbbVie ha annunciato a inizio anno investimenti per circa 60 milioni di dollari da realizzarsi entro il 2017. “Per un settore internazionalizzato come la farmaceutica, la crescita dipende dalla capacità di essere competitivi”, sottolinea Francesco Tatangelo, direttore dello stabilimento AbbVie di Campoverde, spiegando come “grazie agli elevati standard raggiunti” si è riusciti a portare in Italia “produzioni importanti destinate a tutto il mondo, come uno dei principi attivi che compongono il trattamento innovativo di AbbVie per l’epatite C”.

Tatangelo ha spiegato anche che AbbVie negli ultimi tre anni ha incrementato le vendite all’estero di più del 25%, oltre quattro volte il risultato dell’industria manifatturiera. “Un successo tricolore di un’azienda farmaceutica a capitale internazionale – commenta in una nota il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi – Risultati positivi che si aggiungono a molti altri di imprese nazionali e internazionali che, grazie a un quadro normativo stabile, investono sempre più in Italia. E così il settore conferma la sua leadership a livello europeo per produzione ed export. Manca solo un ulteriore passaggio per raggiungere il primato in Ue: una nuova governance che metta al centro innovazione e investimenti”.

La ricerca, l’innovazione e le grandi opportunità che ne derivano hanno bisogno di un contesto più favorevole anche secondo il governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “C’è bisogno, in particolare per questo settore, di un sistema-Paese più competitivo, ma soprattutto bisogna smettere di pensare che la spesa sanitaria sia un ‘peso’ per la società. Ogni euro speso per il Servizio sanitario nazionale è un investimento non solo per la salute ma anche per la crescita di un Paese”. Per il governatore la competitività riguarda vari aspetti, dalla “fiscalità al valore aggiunto del capitale umano”, dalla “rete della ricerca e del del sapere” a come è strutturato “il sistema pubblico delle cure”. Quanto alle risorse e agli investimenti, per Zingaretti bisogna coniugare la necessità “di governare la spesa pubblica” e quella “di far crescere il Pil” attraverso “nuove politiche”. L’esempio arriva dalla “Call for proposal per il Sostegno al riposizionamento competitivo dei sistemi imprenditoriali territoriali”, dedicata a progetti di rinnovamento, rilancio produttivo e internazionalizzazione.  In ballo ci sono i fondi della programmazione europea 2014-2020: “Prima di scrivere i bandi, abbiamo chiesto a chi produce: cosa vi serve? Siamo andati in tutte le Province, con i sindaci e le imprese. Abbiamo accolto le domande. Da giugno partono i bandi. Così creiamo ‘qualità’ della spesa pubblica”, conclude il governatore.