Dl Enti locali: Governance farmaceutica nella Stabilità 2017

De Vincenti: a brevissimo proposta a quattro mani con la Salute su quattro punti chiave. Rimborso condizionato e Drg per l’ospedaliera

Chiudere la partita del pay back senza conflitti, dando alle Regioni – che le sollecitano con forza – le cifre fantoccio già iscritte in bilancio e consentendo alle aziende di “guadagnare” (si fa per dire) sulle cifre già accantonate lo sconticino prefigurato dalla nuova formula transattiva dei pay back battezzata con nuovo Dl Enti locali. In cambio le Regioni dovrebbero evitare di mettersi di traverso sulla nuova governance farmaceutica che dovrebbe essere partorita nel giro di poche settimane per fare il suo esordio nella prossima legge di Stabilità e diventare regola operativa del settore dal 2017.

Confuso ma efficace il mix delle suggestioni offerte ai circa 750 partecipanti all’Assemblea pubblica Farmindustria, che ha visto in scena tutte le parti in gioco (e in affanno) che col puzzle della farmaceutica si esercitano da anni. A partire dai vertici Farmindustria prorogati per una scelta lungimirante partorita ieri, con l’obiettivo di non cambiare nessun cavallo in corsa per non perdere l’occasione di portare a casa un qualche risultato prima di correre il rischio che l’autunno spazzi via tutto.

Una preoccupazione che traspare ben chiara dalla relazione del presidente, Massimo Scaccabarozzi: “Noi siamo stati responsabili e abbiamo trasferito all’estero un messaggio di credibilità del Governo – avverte a ragione, dopo un biennio di reciproche moine – ora ci troviamo di fronte a un provvedimento che ci farà pagare i pay-back degli anni passati, ossia la restituzione da parte delle imprese della spesa in eccedenza rispetto al tetto, che è per giunta palesemente inadeguato. Noi abbiamo tanto voluto e richiesto che questo passo fosse concomitante con la definizione della governance molto attesa. Così evidentemente non è stato. Ma noi vogliamo continuare a credere nel Paese. Crediamo quindi che entro la fine di quest’anno avremo la governance esattamente com’è stata prospettata ai due incontri avuti dai CEO mondiali con il presidente del Consiglio Matteo Renzi e con il nostro ministro della Salute, Beatrice Lorenzin”.

A scanso di equivoci Scaccabarozzi ricorda a tutti di che si era parlato: “Una nuova e buona governance che abbia come principi base: il finanziamento adeguato alla reale domanda di salute; maggiore valore alla prevenzione; risorse ad hoc per il fondo innovazione; il superamento del concetto dei tetti di spesa a partire da quella ospedaliera; l’analisi del costo del farmaco all’interno di quello totale per la terapia e l’uniformità delle politiche sanitarie su tutto il territorio, guidate da criteri scientifici e non meramente economici”. E chiede anche “che quel miliardo e mezzo, e oltre, di euro di pay-back sia destinato alle imprese perché lo investano in ricerca e produzione invece che finire nel “calderone” della sanità, dove alcuni settori funzionano e altri no. Non può essere visto sempre e solo nell’ottica dei bilanci regionali”.

Che vada esattamente così non è però del tutto scontato. La partita del pay back – ha spiegato il ministro Lorenzin “è un contratto nell’ambito del quale lo Stato vuole il dovuto e le aziende danno quello che devono dare”. Ma addolcisce la pillola promettendo azioni che consentiranno di rispettare finalmente l’obiettivo dei 100 giorni per l’accesso ai nuovi farmaci ammessi al rimborso in tutto il Paese, grazie alla nuova Aifa data anche lei in dirittura d’arrivo: sarà “efficiente, imparziale, autorevole” con un comitato prezzi “che lavorerà a tempo pieno”, insomma “un’Aifa che corra come una Ferrari e sia sempre più simile all’ente di controllo dei farmaci statunitense Fda”.

Ad affrontare più direttamente la bollente della governance farmaceutica è stato infine il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, che ha tirato le fila della mattinata promettendo appunto una proposta scritta a quattro mani con la Salute da presentare entro luglio alla filiera per poi farla confluire nella Stabilità in pista da settembre. Inutile ricordare che la stessa promessa con le stesse parole e le stesse scadenze fu formulata esattamente un anno fa nella stessa assemblea. Attaccati allo stesso tavolo restano gli stessi protagonisti di allora ed è ad essi che De Vincenti illustra il menù delle strategie in pista. La prima, “fare in modo che il pay back torni a svolgere il ruolo per il quale era stato creato dalla L. 22/2007: l’ultima istanza, ovvero l’arma per evitare di sfondare il tetto”.

Sul fatto che il tetto dell’ospedaliera è sottofinanziato da anni nessuno fa una piega: lo dice la Lorenzin, lo dice De Vincenti. Avanti così. “Bisogna partire dai punti chiave che funzionano – dice il sottosegretario: la spesa territoriale che è sotto controllo con un pay back che ci ha consentito di evitare il discutibile periodico taglio dei listini; il Fondo per gli innovativi che va confermato e ci dà indicazioni sulla come ragionare in tema di spesa ospedaliera; il sistema del rimborso condizionato che va messo a punto fino in fondo; il pagamento a Drg degli ospedali, in cui ricomprendere anche la farmaceutica; il rafforzamento del vincolo di bilancio già introdotto con la Stabilità 2016 anche per le aziende ospedaliere”.

Temi di non facilissima gestione su cui De Vincenti non ha mancato di sollecitare in maniera diretta una partecipazione non ostativa da parte dei Governi locali. Lo ha fatto replicando al presidente lombardo, Roberto Maroni, che ha per l’ennesima volta ha sollecitato l’accelerazione sui costi standard (“Lo avevo chiesto l’anno scorso a Renzi: ora spero nella legge di Stabilità”).

“Nel Dl Enti locali ci sono anche norme che consentono di sanare la situazione in modo serio, a partire Dall’affidabilità dei dati su cui il pay-back è costruito e abbiamo previsto tempi più stretti per i costi standard. – ha replicato De Vincenti. – Ma le Regioni sono chiamate a collaborare, cosa che non è accaduta negli scorsi mesi. Tanto più la Lombardia – che ha tanto peso nella farmaceutica. Dobbiamo uscire dalla logica di breve periodo, in cui si ramazza il possibile, ma non si pensa a come costruire meccanismi per risparmiare”.

Intanto c’è l’outlet del pay back. Il resto verrà.