Farmindustria, su codice trasparenza adesioni dei medici fino al 90%

È partita l’Operazione trasparenza “non facile né rapida – ha spiegato Scaccabarozzi a margine dell'audizione in Senato – c'è stato uno sforzo ingente, ma alla fine siamo riusciti a ottenere una risposta di grande presa di coscienza e responsabilità, da parte dell'industria e dei medici che hanno aderito all'iniziativa garantendo queste percentuali”

È partita l’Operazione trasparenza, per cui in base ai criteri dettati dell’European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (Efpia), le aziende farmaceutiche e le associazioni di categoria si sono impegnate a pubblicare online tutte le transazioni economiche verso medici, strutture sanitarie ed associazioni scientifiche per la partecipazione a convegni, comitati consultivi o attività di consulenza. “Siamo all’inizio di un percorso e partire col 70% dei medici favorevoli a rendere pubbliche le loro collaborazioni con aziende farmaceutiche era giù un obiettivo importante. I dati di questi giorni ci dicono che siamo anche molto sopra questa percentuale, raggiungendo in molte aziende anche l’80-90 e a volte il 100% di adesioni” ha spiegato il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, a margine dell’audizione davanti alle Commissioni X e XII del Senato. Grazie al Disclosure Code, il Codice di trasparenza, infatti, a partire dallo scorso 30 giugno il nostro Paese si adegua al codice europeo che prevede di rendere pubbliche le transazioni che intercorrono tra medici e industria del farmaco. “Abbiamo reso trasparente – ha aggiunto – tutti i rapporti con la classe medica e le società scientifiche per tutte le attività di formazione, ricerca e consulenza. La maggior parte dell’investimento di questo settore industriale è sempre nella ricerca per la quale le aziende spendono circa il 20-25% del fatturato”.

L’operazione però non è stata facile né rapida. “Da parte delle circa 200 aziende aderenti a Farmindustria – ha concluso – c’è stato uno sforzo ingente. Ci sono volute molte teste, tempo e denaro per sviluppare tutto il sistema, anche per via della delicatezza dei dati pubblicati. È un anno e mezzo che ci lavoriamo. Arco di tempo in cui abbiamo avuto consultazioni con Anac e Garante della Privacy. In questi giorni abbiamo invece in programma un appuntamento con il Garante della Concorrenza Pitruzzella. La buona notizia però, è che alla fine siamo riusciti ad ottenere una risposta di grande presa di coscienza e responsabilità, da parte dell’industria e dei medici che hanno aderito all’iniziativa garantendo queste percentuali”.

A esprimersi a proposito anche Emilia Grazia De Biasi (Pd), presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, che in commento alle parole di Scaccabarozzi ha aggiunto che questo “è uno strumento importante. Bisognerà vedere come sarà applicato, se sarà leggibile se si potranno trarre delle conclusioni. Se sono dati sparsi e non si capisce come metterli assieme è una cosa. Se invece, come auspico e credo, saranno dati organizzati, sarà più semplice trarne conseguenze. Speriamo si vada sempre più nella direzione di una reale leggibilità e facilità di accesso ai dati. È importante poi che tutte queste relazioni siano rese trasparenti ed esplicite non per volontà di persecuzione, ma perché è importante definire l’entità dei finanziamenti e su cosa avvengono. Spesso, tra l’altro, per una forma di supplenza di quella formazione pubblica che manca e deve essere maggiormente sovvenzionata. Sono tutte cose che dovremo valutare dopo l’avvio di questa operazione. È pregevole che proprio mentre nella Pubblica Amministrazione e nel Servizio Sanitario Nazionale si lavora sulla trasparenza, vi sia una responsabilità sociale dell’impresa farmaceutica che va nella stessa direzione. Questo è importante per il cittadino e per l’intero Ssn, perché permette di mantenerlo in buona salute non solo da un punto di vista economico ma anche etico”.