Congressi ed eventi: un’industria che in Italia gode di buona salute e cresce

In aumento il numero di appuntamenti, partecipanti e i volumi di attività per gli alberghi.Oltre la metà degli eventi promosso da aziende, il 35% - fra cui i congressi medico-scientifici - da associazioni. Ecco i dati aggiornati dell’Osservatorio Oice

L’industria italiana degli eventi e dei congressi è in un buona salute. Nel 2015 il numero di appuntamenti è cresciuto dell’11,5% rispetto all’anno precedente, con aumento di partecipanti del 7,3% per cento. Il 9,6% dei pernottamenti alberghieri è riconducibile a eventi svolti nell’arco di più giorni. A fotografare il settore è l’Osservatorio Italiano dei congressi e degli eventi (Oice), il progetto di ricerca giunto alla seconda edizione promosso da Federcongressi&eventi e realizzato dall’Alta Scuola in Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Aseri).

Nel dettaglio, lo studio – condotto sulla base di un questionario online distribuito a 5.704 sedi per congressi ed eventi e presentato oggi a Roma – mostra che nel 2015 in Italia sono stati complessivamente realizzati 392.658 eventi con un minimo di 10 partecipanti ciascuno (+11,5% rispetto al 2014) per un totale di 25.997.260 partecipanti (+7,3%) e 35.155.453 presenze (+15,0%).

Le aziende sono i top client
I congressi e gli eventi promossi da associazioni, aziende e istituzioni rappresentano l’87,2% degli eventi totali a fronte di uno sparuto 5,7% di eventi culturali e di un 7,1% di altri eventi. Considerando le principali tre tipologie di clienti, vale a dire aziende, associazioni e istituzioni, le prime sono state quelle più attive. Oltre la metà degli eventi organizzati nel 2015 in Italia (55,4%) è stata promossa dal segmento corporate.
Buona anche la performance del segmento associativo che trova soprattutto nei congressi indispensabili occasioni di crescita, formazione e confronto (si pensi soprattutto ai congressi medico-scientifici). Gli incontri promossi dalle associazioni rappresentano complessivamente il 34,8% degli eventi. Gli eventi promossi da enti e istituzioni di tipo governativo, politico, sindacale e sociale rappresentano invece il 9,8 per cento.

Prevale la dimensione locale
Come lo scorso anno il principale ambito di riferimento di congressi ed eventi è stato quello locale. Nella maggioranza dei congressi ed eventi (il 60,8%) i partecipanti (relatori esclusi) provenivano infatti prevalentemente dalla medesima regione della sede congressuale ospitante. Il 30,1% degli eventi ha avuto un orizzonte nazionale, ossia con partecipanti (relatori esclusi) provenienti prevalentemente da fuori regione. Solo il 9,1% degli eventi è invece classificabile come internazionale, con un numero significativo di partecipanti provenienti dall’estero.

Il Nord attrae di più
Nonostante il Sud e le Isole abbiano registrato un aumento dell’8,9% dei congressi ed eventi ospitati, pari al 16,5% del totale, il Nord si conferma come l’area geografica più “attraente” per eventi e congressi.. Di tutti gli eventi rilevati, il 56,1% si è svolto nelle regioni settentrionali . Il Centro si è aggiudicato il 27,4% degli eventi, segnando un +8,7%. Domanda e offerta procedono parallelamente: la metà delle sedi è dislocata al Nord (il 52,8%) con Milano che dispone di 220 sedi; il 25,9% nal Centro con capofila Roma e Firenze e le loro rispettive 400 e 108 sedi; il 13,2% al Sud e l’8,1% nelle Isole.

Albergo location preferita
Anche nel 2015 la maggior parte degli eventi, il 79,8%, si è svolta negli alberghi congressuali (il 70,9% di tutte le sedi analizzate) che, però, non hanno realizzato una percentuale altrettanto elevata sia di partecipanti (il 58,6%) sia di presenze (58,9%). Le dimore storiche sono state scelte per il 3,2% degli eventi e i centri congressi e fieristico congressuali per il 3,6%.

Investimenti
Nel frattempo, le sedi ospitanti pensano migliorarsi per essere sempre più competivitve sul mercato. Nel 2015 il 60% ha infatti compiuto investimenti stanziando budget soprattutto per tecnologie (nel 67,4% dei casi), infrastrutture e servizi (40,3%), strutture (36,3%) e risorse umane (28%). Il trend è confermato anche per quest’anno: più della metà delle sedi è infatti intenzionata a investire, soprattutto sul fronte tecnologico. Per quanto riguarda il fatturato previsto per il 2016, quasi la metà delle sedi (44,7%) si è dichiarata ottimista circa una probabile crescita mentre il 42,8% ritiene che rimarrà invariato.

 

IL REPORT