Post Brexit: Milano si candida ufficialmente ad ospitare l’Ema

È l'esito dell'incontro della cabina di regia del Tavolo Post Brexit che si è riunita oggi a Palazzo Lombardia

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La candidatura ufficiale di Milano ad ospitare la sede dell’Agenzia europea per il farmaco (Ema) è partita. Con questo esito si è chiuso l’incontro della cabina di regia del Tavolo Post Brexit che si è riunita oggi a Palazzo Lombardia. “Abbiamo deciso di partire subito con l’Ema, affidando al Governo la trattativa, previa predisposizione di un dossier di candidatura, che verrà elaborato con il contributo di tutte le istituzioni” ha dichiarato il presidente lombardo Roberto Maroni, al termine dell’incontro. “Abbiamo discusso del documento approvato dal ‘Tavolo Post Brexit – continua il governatore – che prevede alcune proposte, fra le quali, l’istituzione di una free tax area di una zona a burocrazia zero sul sito Expo e la richiesta di portare a Milano tre agenzia Ue, quella per il farmaco, quella bancaria e la sezione della Corte di prima istanza del tribunale unificato dei brevetti”.
Alla riunione erano presenti, oltre al governatore, anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il ministro Maurizio Martina in rappresentanza del Governo, il rettore dell’Università degli Studi di Milano, Gianluca Vago, in rappresentanza del sistema universitario e Diana Bracco in rappresentanza del mondo delle imprese. E’ previsto inoltre per il prossimo 13 settembre un incontro con il premier Renzi per la presentazione del “Patto per Milano” a Palazzo Marino.
Commentando in un tweet la candidatura di Milano ad essere sede dell’Ema (con l’hashtag #EmainItalia), il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha dichiarato: “è una grande opportunità culturale e economica” per il paese. Dello stesso avviso anche l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Open Innovation, Luca Del Gobbo, che a margine della conferenza ha commentato: “L’insediamento a Milano dell’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) apre uno scenario concreto per l’innovazione e la ricerca. L’agenzia, e con essa l’indotto che produce, sarà un fortissimo richiamo per tutti i ricercatori che attualmente sono occupati nel settore all’estero. Un flusso occupazionale per migliaia di lavoratori a vario titolo”.
A dettagliare i prossimi passi per la candidatura italiana è, invece, il direttore generale dell’Aifa Luca Pani: “Una volta ricevute le candidature, la Commissione europea indicherà parametri e obiettivi da rispettare e a ciò dovrebbe seguire l’accordo tra governi con le offerte formali”. Secondo il dg la procedura dovrebbe richiedere circa due anni dal completamento della Brexit: “entro il 2019 il nuovo Paese ospitante dovrà essere in grado di accogliere l’Agenzia europea del farmaco”. Con forti ricadute economiche per il paese: “L’Ema ha mille dipendenti, attrae 56 mila presenze l’anno, paga 65 mila pernottamenti in albergo e 60 mila voli aerei annualmente – spiega Pani – e attrae  “nuove sedi di aziende farmaceutiche per la gestione delle negoziazioni”.