Dall’Ema allo Human Technopole: Renzi firma il Patto di Milano

Il documento contiene gli obiettivi strategici per la città su cui Governo e Comune lavoreranno insieme perché Milano assuma una posizione di primo piano a livello internazionale

Dalla candidatura della città a diventare la nuova sede dell’Agenzia europa del farmaco (Ema), al progetto Human Technopole  passando per la creazione di una Zona economica speciale all’interno dell’area Expo, un nuovo modello di welfare,  interventi di mobilità urbana, edilizia pubblica e sicurezza. Sono gli obiettivi strategici stabiliti dal Patto per Milano firmato ieri a Palazzo Marino dal premier Renzi e dal sindaco Giuseppe Sala.  Un documento di intenti condivisi dal Governo e dal Comune per rafforzare il ruolo strategico del capoluogo lombardo come area di attrazione di investimenti pubblici e privati nazionali e internazionali. Opere che, secondo le prime stime, peseranno per un ammontare complessivo di 2,5 miliardi di euro nei primi due anni. “Questa città è il riferimento dell’Italia nel mondo. Già oggi– ha affermato il Presidente del Consiglio Matteo Renzi – è una città leader nel nostro Paese e abbiamo bisogno che lo sia sempre più a livello internazionale”.

Nello specifico, per la candidatura di Milano ad ospitare l’Ema ” il Governo e la Città , in stretto raccordo con la Regione Lombardia e le altre istituzioni pubbliche e private interessate, si impegnano a predisporre il dossier e a individuare le modalità più idonee per la sua presentazione in sede di Consiglio e Commissione Europea”. Sono in esame inoltre forme di incentivazione fiscale, da inserire negli accordi di sede che saranno stipulati con l’Agenzia comunitaria, con esenzione totale o parziale dalle imposte sui redditi a favore dei loro dipendenti, oltre che l’avvio alla procedura per la creazione di una Zona Economica Speciale (Zes) nell’area Expo per la localizzazione di aziende innovative e di attività di ricerca e sviluppo.
L’area Expo sarà protagonista anche dello sviluppo dello Human Technopole, che sarà un’infrastruttura di ricerca di livello mondiale, multidisciplinare e integrata, in tema di salute, genomica e data science. Il progetto, si legge nel documento, “sarà gestito da un ente giuridico autonomo da costituire con la partecipazione del Governo, in coordinamento con l’Istituto Italiano di Tecnologia, con le università dell’area milanese e con le istituzioni e gli enti di riferimento”. Per favorire l’attrazione di investimenti esteri, è inoltre in studio la creazione una società pubblico/privata, sul modello londinese di London & Partners, per stabilire nuovi modelli di partecipazione di imprese private nella valorizzazione della città e grandi eventi.

Con il Patto per Milano “il Governo riconosce la centralità di Milano in Italia – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Sala –  sostiene il suo rafforzamento, mette in primo piano proposte per l’ambiente, le periferie, la città metropolitana, il post Expo e l’internazionalizzazione. Milano vuole e può competere con le altre capitali mondiali e assumere una posizione di grande rilievo”. Positivo l’accordo anche per il governatore lombardo Roberto Maroni che chiede ora un patto per l’intera Lombardia: “Calcolando che Milano è circa un quarto della Lombardia e che al Comune di Milano con questo accordo vengono destinati 2 miliardi e mezzo di euro – sottolinea il governatore – significa che alla Lombardia servono 10 miliardi. Li chiederò al presidente Renzi. In Lombardia c’è Milano ma non solo: ci sono tanti Comuni, tante città che meritano la stessa attenzione che il Governo ha dedicato al Sud, alle Regioni e, al Nord finora solo a Milano”.

IL PATTO DI MILANO