Osteoartrite: iniezioni di nanoparticelle per prevenire lesioni alla cartilagine

Iniettate localmente le particelle, grazie alla proteina melittina, agiscono sull'infiammazione a lungo termine, riducendo i danni alla cartilagine dell'articolazione. Lo studio, al momento condotto solo su animali, è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.

Iniezioni locali di nanoparticelle preverrebbero l’osteoartrite. Questa la teoria di un gruppo di ricercatori della Washington University School of Medicine di St.Louis che aveva già sperimentato una terapia simile per il trattamento dell’artride reumatoide bloccando i processi infiammatori deleteri e riducendo quindi i danni alla cartilagine dell’articolazione. Lo studio, per ora condotto solo su animali, è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences e aprirebbe alla possibilità di curare anche le forme più avanzate di osteoartrite con danni cartilaginei già molto estesi.

Queste nanoparticelle, dieci volte più piccole di una cellula del sangue, contengono una proteina chiamata melittina che agisce sulla cartilagine con un’azione infiammatoria entro ventiquattro ore. Iniettate localmente, queste particelle esercitano un effetto analgesico duraturo nel tempo a differenza di altri farmaci come acetaminofene e ibuprofene la cui durata è piuttosto ridotta.