Pfizer rinuncia allo scorporo in due nuovi gruppi quotati

L'idea era quella di creare "Pfizer innovative health" e "Pfizer essential health", ma le valutazioni dell'azienda hanno portato a una marcia indietro. "le due attività continueranno a essere divisioni separatamente gestite da Pfizer", ha detto il Ceo Ian Read.

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The Big No“. Questa è l’espressione che circola tra i media per definire la decisione di Pfizer di rinunciare allo scorporo e creare due nuovi gruppi quotati: Pfizer innovative health e Pfizer essential health. Il consiglio di amministrazione e l’Executive leadership team hanno stabilito che l’azienda è maggiormente competitiva e meglio posizionata sul mercato nelle condizioni attuali. Insomma, dopo anni di studi e preparativi per lo “split-up“, la multinazionale americana ha deciso di fare retromarcia. Alla luce di questa decisione, “le due attività continueranno a essere divisioni separatamente gestite da Pfizer”, ha detto Ian Read, presidente e amministratore delegato del colosso farmaceutico, spiegando che mantenere separate e autonome le due divisioni all’interno di Pfizer porterà maggiori benefici rispetto a una separazione. Al netto dei malumori di borsa a Wall Street (ieri è stato registrato un calo dell’1,53% nell’indice Dow Jones) e degli azionisti e analisti che seguivano con interesse gli sviluppi del possibile scorporo, il ripensamento è stato dettato anche da una precisa analisi economico-finanziaria per evitare una maggiore pressione fiscale.

“La prima domanda da farsi in caso di divisione è se tutti gli investimenti saranno ripartiti in parti uguali. Io non credo – ha aggiunto Read – Avremmo mantenuto la stessa attenzione nella gestione manageriale? Io non credo”, ha concluso il Ceo dell’azienda, che fa eco ad altre figure di spicco all’interno di Pfizer, mai convinte dall’ipotesi di scorporo. “Non ho mai capito la logica dietro alla divisione – ha commentato il manager al portfolio Les Funtleyder di E Squared Asset – Comprare e sviluppare nuovi farmaci in oncologia e altre aree terapeutiche sono le chiavi per far crescere la compagnia”.

Rimane il piano di consolidamento attuale, lo stesso che la scorsa estate ha portato Pfizer ad aggiudicarsi due acquisizioni importanti. Bamboo Therapeutics per 600 milioni nell’ambito delle terapie genetiche e Medivation per 14 miliardi di dollari, strappando quest’ultima alla concorrenza di Sanofi, Celgene, Gilead e AstraZeneca. Quest’ultima acquisizione ha garantito alla compagnia newyorkese il trattamento Xtandi (utilizzato nella cura del cancro alla prostata) per un giro di affari di oltre 5,7 miliardi l’anno.