Terapia del dolore, Italia agli ultimi posti per l’impiego di farmaci analgesici

Al convegno "Dolore e sofferenza nella vita e alla fine della vita" l'appello degli esperti che denunciano la mancanza di fondi contro il dolore. La legge esiste, ma manca la sua applicazione.

“La legge 38 del 2010 ha tradito le aspettative. Troppe le criticità nella cura del dolore nel nostro Paese”. L’appello di Domenico Gioffrè, docente di bioetica del dolore al Dipartimento di medicina clinica e sperimentale dell’Università di Pisa si è fatto sentire in apertura del congresso “Dolore e sofferenza nella vita e alla fine della vita” a Pisa a cui partecipano tra i più noti esperti italiani nella terapia del dolore. Non basta sancire un diritto sulla carta se poi non è corrisposta una terapia adeguata, denunciano i professionisti del settore. “Se chiedete – ha proseguito Gioffrè – al responsabile di un centro specialistico per la cura del dolore complesso, cosa è cambiato in questi anni, vi risponderà poco rispetto a ciò che facevano prima che venisse approvata una legge specifica sul dolore. Del tutto insufficienti sono le strutture di così alto livello in grado di effettuare prestazioni con tecnologie innovative. Anche per questo continua la migrazione dei malati verso alcuni ospedali di eccellenza del centro nord”. L’Italia, è emerso nel convegno, “è agli ultimi posti nell’impiego di oppioidi efficaci nella cura del dolore severo e la spesa per questi farmaci analgesici è inferiore di quattro volte rispetto ai farmaci anti-infiammatori non steroidei: la spesa pro capite di oppioidi in Italia è pari a poco più di un euro, mentre la media europea è di quasi cinque euro e in Germania è di circa dieci euro”.