Brexit, aziende del pharma britanniche preoccupate per il proprio futuro

Un report redatto dal Public Policy Projects e l’ex ministro della Salute britannico Stephen Dorrell, mette in luce i pericoli per i pazienti e le aziende farmaceutiche del Regno Unito nell’ipotesi di un “hard Brexit”

Gli effetti della Brexit potrebbero essere più pesanti di quanto si immagini in termini di sanità, soprattutto se sarà un “hard Brexit” . Il pericolo è che l’accesso alle terapie innovative diventi più complicato come preannuncia un report redatto da un think thank britannico, Public Policy Projects , e guidato da Stephen Dorrell, ex ministro della Salute. Le aziende farmaceutiche al momento chiedono all’European Medicines Agency (Ema) l’autorizzazione all’immissione in commercio di un nuovo farmaco all’interno dell’Europa. Il Regno Unito però potrebbe rischiare di essere tagliato fuori da questo meccanismo se decidesse di recide i legami comunitari e lasciare il mercato unico in uno scenario definito  di “hard Brexit”.
Insomma se veramente la Gran Bretagna fosse tagliata fuori dal sistema europeo significherebbe anche essere gli ultimi della fila ad accedere ai nuovi farmaci. Le richieste per le nuove licenze provenienti dall’Europa, con un mercato di almeno 500 milioni di persone, avrebbero a priorità rispetto al mercato britannico molto più piccolo, con una popolazione di 65 milioni di abitanti.
Un’altra preoccupazione arriva dal fatto che l’importante settore farmaceutico e biotecnologico della Gran Bretagna potrebbe essere duramente colpito dalla decisione del paese di lasciare l’Unione Europea, data la natura internazionale della scienza e l’industria basata sulla scienza.
“Siamo di fronte a una scelta semplice: o partecipiamo completamente  alla comunità scientifica globale o comprometteremo un settore britannico di  interesse nazionale” ha scritto Stephen Dorrell, nell’introduzione al report come riporta la Reuters.
Aziende come GlaxoSmithKline e Astrazeneca orientate verso l’export dei farmaci, sono alle ricerca di rassicurazioni sul proprio futuro da parte del governo. Andrew Witty , amministratore delegato di GlaxoSmithKline, e Pascal Soriot, Ceo di AstraZeneca, saranno entrambi  presidenti di  un gruppo che il prossimo  23 novembre incontrerà i ministri per delineare le priorità del settore farmaceutico e delle biotecnologie. A preoccupare i manager del settore, non sono le barriere commerciali e la regolamentazione dei farmaci  che cambieranno una volta che il Regno Unito avrà lasciato la Ue, ma anche  la possibilità di assumere personale straniero e la perdita di finanziamenti europei per i progetti scientifici.