Tutela del lavoro: un nuovo vantaggio competitivo per il Regno Unito?

Una riflessione sull'impatto che Brexit potrebbe avere sull'applicabilità del Transfer of Undertakings Protection of Employment Regulations (“TUPE”) inserito dal 2006 nell'ordinamento giuridico inglese

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In ambito giuslavoristico, l’impatto della Brexit sarà, per lo più, mediato: fuori dai casi di diretta inapplicabilità della normativa self-executing, per esempio in materia previdenziale, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea potrebbe piuttosto aprire le porte a un più ampio ripensamento della legislazione interna emanata in attuazione di direttive comunitarie.
La tutela dei lavoratori nell’ambito del trasferimento di azienda, per esempio, è stata tra le prime materie d’interesse comunitario, oggetto di direttiva sin dal 1977, poi cristallizzata nel testo odierno nel 2001. Il legislatore comunitario ha inteso armonizzare la materia, essenzialmente garantendo, in caso di trasferimento di un’entità economica (intesa come insieme di mezzi organizzati al fine di svolgere una attività economica) da un soggetto a un altro, a prescindere dal tipo di operazione sul piano societario: 1) il passaggio automatico dei lavoratori dal cedente al cessionario, con mantenimento degli stessi diritti; 2) il divieto di licenziamento basato sulla sola ragione del trasferimento; 3) i diritti di informazione e consultazione alle rappresentanze sindacali del cedente e del cessionario. Tali principi sono stati tradotti nell’ordinamento inglese nel Transfer of Undertakings Protection of Employment Regulations (“TUPE”) del 2006.
Venuto meno il vincolo comunitario, il legislatore britannico, in ottica employer-friendly potrebbe essere tentato di intervenire su alcuni punti nevralgici della disciplina. E così, in particolare, si potrebbe ipotizzare:

  • l’introduzione della possibilità per il cessionario di modificare termini e condizioni del rapporto di lavoro trasferito, per esempio con il fine di più agevolmente armonizzare le condizioni di tutti i lavoratori dell’impresa, trasferiti e no;
  • un’abrogazione – o perlomeno riduzione – dei doveri di informazione e consultazione sindacale, anche al fine di accelerare le operazioni senza l’adempimento di formalità preventive.

La legislazione giuslavoristica della Gran Bretagna, già tra le più lontane rispetto a quella italiana, introdurrebbe così un ulteriore elemento di differenziazione: gli effetti, a oggi, non sono certamente prevedibili ma il dumping sociale, che l’armonizzazione comunitaria vuole eliminare, potrebbe essere uno di quelli.

 

Antonella Negri e Arianna Colombo, membri Focus Team Healthcare e Life sciences di BonelliErede

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