Fda, Donald Trump vorrebbe Jim O’Neill a capo dell’Agenzia

Già vice segretario vice segretario associato al Dipartimento della Salute sotto il primo mandato di George W. Bush nel 2002, O'Neill potrebbe essere il primo capo della Fda senza un background medico. Secondo lui i farmaci dovrebbero essere approvati solo in base alla sicurezza e non l'efficacia.

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Aria di cambiamento per la Food and Drug Administration con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca. Il tycoon, stando alle indiscrezioni dei giornali statunitensi (Bloomberg e Scientific American) starebbe pensando di mettere a capo dell’Agenzia regolatoria americana Jim O’Neill.

L’uomo di Trump non è nuovo nel mondo pharma. Ha già operato come vice segretario associato al Dipartimento della Salute sotto il primo mandato di George W. Bush nel 2002 e attualmente dirige un fondo di investimento vicino a Peter Thiel, il miliardario che sta aiutando Trump nella formazione della squadra. In caso di nomina, sottolineano i media Usa, sarebbe la prima di un capo dell’ente regolatorio sui farmaci che non ha un background medico.
In un discorso del 2014 inoltre O’Neill ha affermato che le regole di approvazione dei farmaci dovrebbero essere modificate per fare in modo che possano entrare sul mercato una volta provata la sicurezza, ma non l’efficacia. “Dovremmo riformare l’Fda – queste le sue parole -, in modo da approvare i farmaci una volta provato che sono sicuri, ma senza nessuna prova che funzionino e lasciare che le persone li provino a loro rischio. Proviamo l’efficacia dopo che sono stati legalizzati”.
La linea seguita da O’Neill prevede un mercato libero del quale beneficeranno i pazienti. Secondo lui questo garantirà maggiore competitività e un abbassamento dei prezzi dei farmaci. Perfettamente in accordo con il presidente eletto Trump, anche lui favorevole all’abbassamento dei listini, stando alle ultime dichiarazioni pubblicate da Time magazine.

Altro punto che lascia perplessi gli esperti americani riguarda la vendita degli organi, sulla quale O’Neill ha mostrato apertura. “Ci sono – ha dichiarato ad una conferenza – molti reni sani disponibili e inutilizzati in giro”.