San Raffaele, presentato il progetto per il nuovo polo chirurgico e urgenze

Lavori per circa sessanta milioni di euro e due anni e mezzo di lavori. Il nuovo polo si estenderà su circa 36mila metri quadrati e avrà gli esterni prevalentemente in vetro. Il Pronto soccorso passa dagli attuali 1800 metri quadrati a circa 5mila.

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L’ospedale San Raffaele di Milano avrà un volto nuovo. Un nuovo complesso avveniristico (prevalentemente in vetro) che sorgerà non molto lontano dalla famosa cupola che migliorerà le funzionalità della struttura. Il futuro polo chirurgico e delle urgenze sarà composto da otto piani tra cui il pronto soccorso e il blocco delle venti sale operatorie con anche la terapia intensiva e il reparto degenza con trecento posti letto.

“Il contesto del 2012 non avrebbe consentito di immaginare investimenti di questo tipo – ha detto stamattina Nicola Bedin, amministratore delegato del Gruppo ospedaliero San Donato a cui fa capo l’Ircss San Raffaele, durante la conferenza stampa di presentazione del progetto stamattina a Milano – Era un contesto precario dal punto di vista economico e finanziario. Il luogo di cura era malato, non stava in piedi. Da allora la situazione ha avuto uno sviluppo positivo. I blocchi operatori B e C non sono più funzionali e non adatti agli standard che ci prefiggiamo. Il Pronto soccorso con 60mila accessi non è adatto al San Raffaele di oggi. Serve un polmone ulteriore per distendere la propria attività. Al risanamento economico ha coinciso, inoltre, una crescita dell’attività. Ci sono più pazienti di prima che vogliono venire da noi sia in regime di ricovero che ambulatoriale. Per questo serviva identificare una nuova palazzina, in mezzo all’ospedale”.

Il nuovo edificio coprirà un’area di 36mila metri quadrati, un 35% in più rispetto alle dimensioni attuali del San Raffaele che copre circa 265mila metri quadrati. Il Pronto soccorso sarà ampliato. Dai 1800 metri quadrati di oggi passerà a oltre i cinquemila. L’investimento totale è stato di circa sessanta milioni di euro e i cantieri apriranno a partire dal prossimo aprile per un totale di due o tre anni di lavoro.
Ma sarà questa una struttura che penserà anche all’ambiente e al risparmio energetico. “Avremo un’illuminazione a base di led e saranno utilizzati dei sanitari che risparmiano il 50% dell’acqua potabile – ha sottolineato Gilda Gastaldi del Gruppo ospedaliero San Donato – Utilizzeremo materiali più facili da pulire e resine epossidiche per i rivestimenti delle pareti e dei pavimenti così da avere stanze impermeabili”.

Gli esterni saranno completamente in vetro e la struttura, nell’idea dell’architetto Mario Cucinella, rivoluziona l’idea di edificio in quanto non presenta la classica disposizione delle finestre. Alcune aree saranno visibili anche dall’esterno, mentre alcune, per motivi di privacy, saranno opacizzate, permettendo però la visuale sui giardini e i parchi di futura realizzazione. “La bellezza è una parte importante della cura”, ha chiosato l’architetto, difendendo l’idea di voler realizzare un polmone verde intorno e al centro del nuovo stabile. Sopra il pian terreno dove sarà localizzato il Pronto soccorso si aprirà una sorta di giardino pensile ad uso e consumo sia dei pazienti che degli operatori.
Al di là, però, delle positività non possono essere tralasciati possibili problemi. In primis il fatto che l’ospedale “non si ferma mai”, come ha sottolineato Cucinella parlando dell’avvio dei lavori e inoltre che buona parte del traffico diretto al San Raffaele passerà per il Comune di Segrate che dovrà quindi predisporre nuovi piani di viabilità per affrontare un possibile aumento del traffico. “Dobbiamo riprendere a dialogare con il Comune di Milano per trovare una soluzione”, ha detto il sindaco di Segrate Paolo Micheli.