Ddl responsabilità, Lorenzin: “Passo in avanti per Ssn”. La legge piace anche a medici e manager Asl

Dopo il via libera del Senato al Ddl Gelli, i commenti del ministro della Salute, del neo-sottosegretario Faraone, dei camici bianchi (Fimmg e Anaao) e dei direttori generali di asl e ospedali pubblici (Fiaso)

“Un importante passo in avanti per il sistema sanitario del nostro Paese”. Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, accoglie la notizia dell’approvazione, da parte dell’aula del Senato, del ddl sulla responsabilità professionale del personale sanitario (Ddl Gelli). “Il provvedimento – sottolinea il ministro in una nota – garantisce da un lato il diritto del cittadino ad essere risarcito in caso di errore medico e dall’altro tutela maggiormente i professionisti della sanità riducendo il ricorso alla medicina difensiva, un tema al quale il ministero ha prestato sempre grande attenzione”.

Faraone: “Legge di buon senso che tutela cittadini e professionisti”
Alle parole della Lorenzin fanno eco quelle del nuovo sottosegretario alla Salute, Davide Faraone, che entra nel merito del provvedimento: “Fondamentale l’istituzione di una figura di garanzia alla quale potrà rivolgersi qualsiasi utente del servizio sanitario per avere risposte e tutela. Al tempo stesso l’esistenza di una simile figura e la predisposizione di linee guida per le buone pratiche in sanità garantirà anche gli operatori. Importante anche la scelta di stabilire requisiti minimi per le polizze assicurative delle strutture sanitarie e tutte le norme che puntano a semplificare l’accesso al risarcimento ove ci siano i presupposti. Sarà, così, più rapida per il paziente la possibilità di ottenere un risarcimento dell’eventuale danno, qualora accertato, subito in ospedale. Si promuove, inoltre, la sicurezza delle cure in tutte le strutture sanitarie con la nascita del centro per il rischio clinico che possa valutare gli errori dei professionisti ed operi per la loro prevenzione”.

I medici: lavoreremo meglio
Reazioni positive anche dal mondo dei camici bianchi. Il ddl, secondo Silvestro Scotti, segretario della Federazione medici di medicina generale (Fimmg), “consentirà ai medici di fare meglio il proprio lavoro, confrontandosi con i propri assistiti anziché con gli avvocati”. Ma offrirà anche “maggiore tutela ai cittadini attraverso la via della conciliazione e la certezza sull’entità dei risarcimenti”. Nel caso di errore sanitario del medico di famiglia l’assistito potrà ottenere il risarcimento direttamente dalla Asl. Questo, precisa Scotti, “consentirà al medico di lavorare più serenamente, senza ricorrere a quella medicina difensiva, causa di inappropriatezza e sprechi”. Tuttavia, aggiunge, “se fino ad oggi i medici di famiglia sono stati investiti solo marginalmente dal boom delle cause sanitarie, lo si deve al rapporto fiduciario con i propri assisti”. Questa, conclude, è “la polizza più efficace contro i contenziosi”.

“Finalmente dopo 20 anni di discussioni e dibattiti una legge fondamentale per la nostra professione sta per vedere la luce”, commenta il segretario del sindacato Anaao Assomed, Costantino Troise. “Il disegno di legge sulla responsabilità – prosegue – è sempre stata per noi una priorità assoluta per assicurare la serenità alla relazione di cura tra medici e pazienti”. La svolta “culturalmente importante”, aggiunge Troise, “è aver introdotto una normativa di riferimento in un settore in cui il vuoto legislativo ha lasciato campo libero alla fantasia giurisprudenziale, spesso orientata a punire il medico fino all’individuazione di una responsabilità da contatto”.

Chirurghi e ortopedici esprimono “grande soddisfazione” per l’approvazione del ddl. “E’ una norma di civiltà che il personale medico e sanitario in generale attende da ormai troppi anni”, afferma il vice presidente dell’Associazione chirurghi ospedalieri italiani (Acoi), Pierluigi Marini. “Diamo atto al Parlamento – prosegue – di aver recepito con grande sensibilità le esigenze del mondo medico e dei pazienti, varando un testo efficace”. Quando la legge sarà approvata in via definitiva, “inciderà positivamente soprattutto sulla qualità delle cure” perché chirurghi e personale sanitario “lavoreranno con maggiore tranquillità”.

Il ddl, sottolinea Michele Saccomanno, presidente del sindacato degli ortopedici Nuova Ascoti, “prevede finalmente l’inversione dell’onere della prova”, ovvero sarà il cittadino a dover dimostrare la malpractice subita. Ma questo non significa, puntualizza, che “con questo provvedimento si de-responsabilizzerà la categoria medica”. Adesso, l’auspicio, conclude, è “che le nuove norme diventino presto legge in modo da poter ridurre il contenzioso, che vede gli ortopedici tra gli specialisti più colpiti”.


I direttori generali: ora un clima più sereno

“Un’ottima legge, che toglie ai medici alibi e paure, spesso causa di sprechi della medicina difensiva e che tutela meglio il cittadino e le Aziende sanitarie, garantendo certezze su tempi, modi ed equità del risarcimento”. Così il presidente della Federazione di Asl e Ospedali (Fiaso), Francesco Ripa di Meana, commenta l’approvazione al Senato del Ddl Gelli. “Si creerà così – prosegue – un clima più sereno necessario a contrastare la medicina difensiva, fatta di prescrizioni inutili e scarico di responsabilità in caso di interventi rischiosi”. Ma soprattutto, aggiunge, “la legge garantisce più equilibrio tra quel che il cittadino versa con le tasse allo Stato per la sanità e quel che ne riceve in cambio, non solo in termini di prestazioni ma anche di risarcimento quando qualcosa non va.
Mettendo così fine all’estrema variabilità e discrezionalità dei risarcimenti che rendevano più iniquo il sistema”. L’obbligo di utilizzare le tabelle per valutare l’entità dei risarcimenti, inoltre “consentirà alle aziende di programmare questa voce di spesa e alle Assicurazioni di tornare finalmente nel mercato sanitario, creando le condizioni per calmierare i premi assicurativi”. L’impianto “già ottimo” del ddl Gelli, conclude, “è stato ulteriormente migliorato grazie alla capacità di ascolto di professionisti e manager sanitari da parte delle Commissioni competenti dei due rami del Parlamento”.