Voglia di start-up: Novartis Italia e Fondazione Cariplo scelgono dieci idee di business

Seconda fase del programma BioUpper 2017 che sostiene e accompagna al mercato i progetti innovativi elaborati da giovani ricercatori italiani in ambito life sciences. Ad aprile 2017 la selezione finale

Sono state selezionate le dieci idee di business che accedono alla seconda fase di BioUpper, il programma promosso da Novartis e Fondazione Cariplo a sostegno dei giovani talenti che vogliono creare una start up nelle scienze della vita. Dal 26 gennaio al 6 aprile prossimi intraprenderanno un percorso finalizzato all’ingresso del progetto sul mercato. Il programma è calibrato su ciascuna idea d’impresa, sulla base del ciclo di vita del prodotto o del servizio proposto. Ciascun progetto sarà seguito da un team multidisciplinare costituito da business angels, professionisti verticali di settore e consulenti senior, unitamente all’advisory per la strutturazione di business plan efficaci a cura di PwC. Conclusa quest’ultima fase, ciascun team sarà chiamato a presentare i risultati ottenuti il prossimo 12 aprile. I tre migliori riceveranno un contributo di 50 mila euro ciascuno, che permetterà loro di usufruire in modo personalizzato e flessibile di ulteriori consulenze specializzate e di servizi e attività per lo sviluppo del proprio progetto d’impresa, così da facilitare e rendere efficace il percorso di accesso al mercato.
Nel 2016 il programma BioUpper ha raccolto il 30% di candidature in più (151) rispetto al 2015. Sono stati poi identificati diciassette team, che hanno partecipato a una fase di formazione e confronto con professionisti del settore, tutor e business angels, da cui sono state isolate le dieci idee più meritevoli, riferite ai due ambiti previsti dal bando: biotecnologie orientate alle scienze mediche e dispositivi medicali. Ecco, nel dettaglio, le proposte che accedono alla fase successiva:

Gruppo Biotecnologie orientate alle scienze mediche
BTeam (Lazio) presenta il bromotimolo, nuovo potente antibatterico, sviluppato grazie a un processo di produzione a basso costo ed ecosostenibile, che ha dimostrato di essere un efficace principio attivo sia per l’igiene personale sia per la disinfezione di tutte le superfici.
Kyme (Campania) applica le nanotecnologie alla diagnostica medica per migliorare i mezzi di contrasto oggi in uso clinico, permettendo un’identificazione precoce e più accurata delle patologie. Grazie alla maggiore efficacia della formulazione, è possibile aumentare il contrasto delle immagini di Risonanza Magnetica, ridurre la quantità di prodotto iniettabile e conseguentemente la sua tossicità.
Postbiotica (Lombardia) sviluppa nuove terapie a base di derivati di batteri – ottenute grazie a un innovativo metodo di fermentazione – per prevenire e curare in modo naturale un ampio spettro di infiammazioni: dalle reazioni allergiche alle malattie croniche dell’intestino e del tratto uro-genitale.

Gruppo Dispositivi medicali
Golgi (Emilia Romagna) è la prima stampante 3D che permette a centri di ricerca di stampare tessuti biologici tridimensionali, da impiegare nell’ambito della ricerca farmacologica, biomedica e cosmetica, consentendo di personalizzare la fase di sperimentazione in vitro e abbatterne i costi.
Holey (Lazio) è la prima piattaforma che permette alle strutture sanitarie di stampare in 3D tutori ortopedici, assicurando una forte riduzione dei costi rispetto ai tutori commerciali e riducendo le complicazioni rispetto al gesso tradizionale. I pazienti utilizzano così dispositivi personalizzabili, antiallergici e resistenti all’acqua.
Newrosparks (Emilia Romagna) è il primo sistema che aiuta a smettere di fumare mediante un dispositivo indossabile che aumenta la capacità di controllo sulla dipendenza da nicotina.
PD-Watch (Basilicata) offre un monitoraggio continuativo e non invasivo del tremore causato dalla malattia di Parkinson, che permette allo specialista di supportare la diagnosi precoce e controllare al meglio l’evoluzione della malattia da remoto.
Probiomedica (Toscana) offre un’innovativa fototerapia per la cura dell’infezione da Helicobacter pylori, studiata per i pazienti antibiotico-resistenti, che rappresentano circa il 25% del totale. Il dispositivo è una capsula ingeribile che, una volta giunta nel tratto gastrico, eradica il batterio emettendo luce, evitando così gli effetti collaterali dell’attuale terapia antibiotica.
Watch-me (Lombardia) è un dispositivo per la cura dei bambini con ritardo cognitivo che consente di supportare l’intervento riabilitativo a casa coinvolgendo in modo attivo i genitori.
Wound Viewer (Piemonte) è il primo sistema 3D per il monitoraggio e la valutazione automatica delle ulcere cutanee, che colpiscono il 2% della popolazione mondiale. Un algoritmo di intelligenza artificiale elabora autonomamente i dati provenienti dal dispositivo e ne restituisce i parametri oggettivi necessari a supportare lo specialista nella scelta terapeutica appropriata. L’utilizzo di Wound Viewer riduce dunque sensibilmente i tempi di guarigione e di conseguenza i tempi e i costi di ospedalizzazione.
“Già alla sua seconda edizione, BioUpper si sta rivelando una solida realtà per i giovani startupper italiani, capace di indicare un percorso credibile di sostegno all’innovazione nel mondo della salute” – ha dichiarato Georg Schroeckenfuchs, amministratore delegato e Country president di Novartis Italia. “Il merito va a una formula che sa valorizzare i contenuti e la qualità delle idee proposte, avendo sempre come bussola le loro effettive potenzialità in termini di business. Questa formula è stata riconosciuta anche dal mercato, che ha premiato diversi progetti della prima edizione. Auguriamo lo stesso successo alle dieci nuove idee che da oggi entrano nella fase decisiva di BioUpper 2017”.
L’iniziativa, alla sua seconda edizione, è realizzata in collaborazione con PoliHub, lo startup district & incubator della Fondazione Politecnico di Milano, e con la validazione scientifica del gruppo ospedaliero Humanitas.