Ema a Milano? Probabile decisione entro l’estate

Il sindaco Giuseppe Sala lancia la sua previsione. Imprese e istituzioni che lavorano alla candidatura fremono perché parta l'azione di Governo, rallentata dal cambio della guardia seguito al referendum. Sulla sede da proporre all'Agenzia europea prende corpo l'ipotesi Pirellone

Milano sì, Milano no. Entro l’estate si dovrebbe sapere se il capoluogo lombardo ospiterà o meno la sede dell’agenzia europea dei medicinali (Ema). Ne è convinto il sindaco Giuseppe Sala che lo ha annunciato oggi alla stampa, a margine della presentazione del calendario delle mostre per il 2017-2018 che si è tenuta a Palazzo Marino.
I comitati spontanei costituiti da imprese e istituzioni locali, che da tempo collaborano alla stesura del dossier di candidatura, attendono con trepidazione che il Governo faccia la sua parte, al di là delle dichiarazioni d’intenti rilanciate nei mesi scorsi. In che modo? Tanto per cominciare designando un proprio rappresentante che si occupi di portare avanti l’istanza Milano nelle sedi ufficiali. In tal senso, se da un lato non hanno certamente giovato la paralisi pre e post referendum e la staffetta Renzi-Gentiloni, è anche vero – sostengono i bene informati – che finché il Regno Unito non avvia la procedura di recesso dall’Unione europea non ci sarebbero porte cui andare a bussare.
La svolta però potrebbe arrivare entro il prossimo 25 marzo, quando si celebreranno i sessant’anni del Trattato di Roma e proprio nella Capitale convergeranno gli esponenti di tutti gli Stati membri. A rigor di logica – anche alla luce dell’accelerazione impressa dalle ultimissime dichiarazioni del primo ministro inglese Theresa May – potrebbe non aver molto senso una partecipazione inglese all’evento e pertanto sarebbe lecito attendersi, prima di quella data, una formalizzazione di Brexit. A quel punto – e qui ritorna la previsione di Sala – è lecito attendersi una designazione della sede di Ema entro l’estate.
Fosse così, sempre secondo i bene informati, ci sarebbero 12-18 mesi per allestire una sede da 25 mila mq a Milano e dintorni. Ciò indebolirebbe l’ipotesi dell’area Expo o della Città della Salute di Sesto San Giovanni (poco tempo per costruire l’immobile) dando invece corpo a quella del Pirellone (ex sede della Regione Lombardia), attualmente mezzo vuoto, ma già pronto all’uso con uffici, sale, cablaggi etc per non parlare della prossimità con treni e aerei. La Regione ne è proprietaria. Darebbe il via libera?