Nuovo round contro il monopolio dei brevetti anti-epatite C

Presentate cinque opposizioni in India e Argentina per produrre generici a basso costo , mentre in Italia l’Aifa chiede di abbassare i prezzi o arriverà a produrre le “pillole di Stato”

Continua la guerra contro i brevetti – e i relativi prezzi esorbitanti – dei superfarmaci contro l’epatite C. Le battaglie questa volta si giocano in in India e Argentina, dove sono sono state presentate cinque nuove opposizioni ai brevetti; e in Italia dove l’Aifa continua a premere per una riduzione del prezzo degli antivirali, fino a minacciare di produrre le “pillole statali” nello stabilimento militare di Firenze se non verrà ascoltata.

Sulla partita che si gioca all’estero, c’è da dire che le opposizioni potrebbero rimuovere le barriere alla produzione e distribuzione di versioni generiche e a basso costo dei super-farmaci antivirali ad azione diretta, tra cui il sofosbuvir, il daclatasvir e il velpatasvir. In India in particolare,  la I-Mak (Initiative for Medicines, Access & Knowledge), insieme al Dnp+ (Network of Positive People) e grazie al sostegno di Msf, ha presentato quattro istanze: due opposizioni al brevetto sul daclatasvir, una al velpatasvir e un’ulteriore opposizione al sofosbuvir. Mentre in Argentina la Fgep (Fundación Grupo Efecto Positivo) ha presentato un’opposizione al brevetto sul sofosbuvir con il sostegno della I-Mak.     “Queste istanze rappresentano i tentativi più recenti di ribaltare le illecite strategie delle multinazionali farmaceutiche come Gilead – scrive Medici senza frontieri, Msf, che da tempo sostiene questa lotta  – che sfruttano le falle nel sistema dei brevetti per bloccare la concorrenza dei produttori di farmaci generici attraverso licenze ingiustificate. L’attuale sistema indiano è stato concepito per impedire alle case farmaceutiche di estendere il loro monopolio sui farmaci attraverso l’ottenimento di nuovi brevetti su forme leggermente modificate di farmaci per i quali il brevetto è in scadenza, una pratica nota col nome di evergreening”.

“Insieme ai gruppi della società civile, abbiamo depositato istanze legali per diversi brevetti non validi su tre diversi farmaci contro l’epatite C”, dichiara Tahir Amin, responsabile della proprietà intellettuale per I-Mak. “È il momento di sradicare il potere incontrollato che le aziende farmaceutiche detengono attraverso l’abuso del sistema dei brevetti”.

Secondo un articolo pubblicato oggi su la Stampa, sarebbero solo 62,4 milioni i dollari spesi dalla Gilead per la ricerca e sviluppo del super-farmaco Sovaldi ), a fronte dei 15 miliardi guadagnati solo nel primo anno dalla sua commercializzazione. Dato che fa traballare la giustificazione spesso tirata in ballo da Big pharma, dei prezzi esorbitanti necessari per coprire la spese di ricerca e sviluppo. La prossima settimana nel nostro Paese partirà la trattativa per ricontrattare i prezzi dei nuovi farmaci antivirali. Obiettivo dell’Agenzia è eradicare il virus in tre anni, ma difficilmente lo potrà portare a termine se la Gilead non abbasserà i prezzi. “Per ora si parla di un costo intono ai 13 mila euro – scrive Paolo Russo su la Stampa –  ma l’Aifa non è disposta a sborsarne più di 4 mila”. “Se non prevarrà l’etica del buon senso – riferisce al quotidiano torinese Mario Melazzini, direttore generale di Aifa – eradicheremo il virus lo stesso ricorrendo a tutte le armi possibili”. Come consigliare agli specialisti di prescrivere altri farmaci ugualmente efficaci che non combattono tutti i ceppi del virus (come sofosbuvir) ma solo il I e il IV; o ricorrere ad alcune leggi che potrebbero permettere allo Stato di produrre da sé il medicinale, trascurando il brevetto. Staremo a vedere, per ora la guerra è appena cominciata.