Ecco le aziende dove si lavora meglio secondo Great place to work

AbbVie, Eli Lilly, Ge Healthcare Italia, Amgen, Biogen Italia, Quintiles e Difa Cooper. Sono queste le società che venerdì 3 marzo sono state premiate a Milano come le aziende in cui si lavora meglio

Nei settori healthcare e life science, sono sette le aziende considerate tra i migliori ambienti di lavoro in Italia. Il giudizio è della società internazionale di consulenza Great Place to Work ed è contenuto nella classifica Best Workplaces Italia 2017. La graduatoria si basa su un’indagine svolta in forma anonima su oltre 61.500 collaboratori di 122 imprese e ha come parametri di riferimento la fiducia nel management, l’orgoglio per l’attività svolta e per l’azienda di appartenenza e la qualità nei rapporti tra colleghi.

Great Place to Work ha selezionato 45 compagnie, suddivise in tre categorie: Large Companies, che include organizzazioni con oltre 500 collaboratori; Medium Companies, che comprende aziende con un numero di dipendenti tra 50 e 500; Small Companies, in cui lavorano tra 20 e 49 persone.

Nella lista Large Companies, la prima azienda nella categoria “biotecnologie e prodotti farmaceutici” è AbbVie Italia, che nella top ten generale delle grandi imprese si piazza al settimo posto. “Il nostro obiettivo – sottolinea l’amministratore delegato di AbbVie Italia, Fabrizio Greco – è favorire il lavoro di squadra, la valorizzazione dei talenti e la crescita professionale. Abbiamo assicurato 25 mila ore di formazione per supportare in modo idoneo e personalizzato lo sviluppo professionale di ciascuno”. La società, che in Italia ha 1.300 dipendenti circa, ha appena lanciato un nuovo progetto in tema di prevenzione, salute e sport. Tra i servizi che mette a disposizione dei dipendenti nel sito di Campoverde di Aprilia (800 collaboratori circa) ci sono: palestra con personal trainer, campo sportivo, assistenza fiscale, minimarket, sportelli bancomat, sale per lavorare in team e spazi di incontro e aggregazione.
All’ottavo posto della classifica generale Large Companies e al secondo della categoria biotech e pharma c’è Eli Lilly Italia, che conta 1.044 collaboratori, ha il 13 per cento di donne nelle posizioni direttive e una percentuale di turnover volontario dei collaboratori del 5 per cento.

In dodicesima posizione tra le grandi imprese, e in prima nella categoria “health care – residential care services”, c’è Ge Healthcare Italia, i cui collaboratori, coordinati dalla sede di Milano, sono 642 e nella quale un quarto dei ruoli manageriali è ricoperto da donne e l’uno per cento dei dipendenti fa turnover volontariamente.
“Siamo orgogliosi di essere tra i ‘Best Place to Work’ in Italia: è il risultato del lavoro di tutti i dipendenti, che con il loro impegno e i loro suggerimenti hanno reso la nostra azienda uno dei luoghi migliori in cui lavorare”, ha commentato Alessia La Croce, responsabile HR di Ge Healthcare Italia.

Tra le medie imprese, il settore farmaceutico è rappresentato da Amgen e Biogen Italia. La prima raggiunge la seconda posizione su sessantasei aziende di tutti i settori industriali che partecipavano nella categoria delle imprese di medie dimensioni, quelle cioè con meno di cinquecento dipendenti. Prima tra le farmaceutiche nella stessa categoria. Anche Biogen Italia, altra azienda attiva nel campo delle biotecnologie, ha avuto il riconoscimento, arrivando ottava. Con un 50 per cento di donne in posizioni direttive la società si posiziona all’undicesimo posto nella categoria.

In quindicesima posizione, nell’area salute, c’è Quintiles, che ha 579 dipendenti e il 17 per cento di donne in ruoli manageriali. Difa Cooper, che si è piazzata diciottesima tra le medie imprese e terza nella categoria “Biotecnologie e prodotti farmaceutici”, è un’impresa leader in campo dermatologico conta 115 collaboratori e ha un management composto per più della metà (59 per cento) da donne e vanta un turnover volontario dell’1 per cento. Tra i servizi offerti ai dipendenti, forte attenzione al bilanciamento vita-lavoro. “Finanziamo – rendono noto dall’azienda – il 50% delle spese dell’asilo a tutte le nostre collaboratrici”.