Al via la seconda edizione di “Roche per la ricerca”

Per il 2017 gli otto progetti, che riceveranno come nel 2016, centomila euro ciascuno, dovranno favorire un approccio personalizzato della terapia grazie all’impiego di marcatori biomolecolari. I progetti potranno essere presentati dal pomeriggio del 16 marzo fino alla mezzanotte del 30 giugno 2017

Roche premia i ricercatori indipendenti e rinnova il proprio impegno anche nel 2017. L’annuncio arriva direttamente da Maurizio De Cicco, presidente e amministratore delegato di Roche spa, nell’ambito della premiazione della prima edizione del bando in favore della ricerca che ha gratificato otto ricercatori in altrettante aree di interesse. “Padrone di casa” all’Ara Pacis, a Roma, è stato Federico Buffa, giornalista (ma non solo) di Sky Sport che, con la tradizionale graffiante verve narrativa che lo ha reso così famoso, ha raccontato la storia di Eric Abidal, nato a Lione ma da origini martinicane, e arrivato a vincere la Champions league con il Barcellona, passando da un tumore al fegato con recidiva e successivo trapianto. Una storia di sport e coraggio, lo stesso coraggio che deve caratterizzare un ricercatore italiano, costretto spesso a rinunciare ai propri sogni o lasciare il paese.

Lo scorso anno, la prima edizione di “Roche per la ricerca” ha premiato otto progetti di ricercatori che hanno coinvolto l’area delle malattie polmonari, della reumatologia, delle neuroscienze e dell’oncoematologia. I vincitori sono stati, rispettivamente, Carlo Vancheri, professore ordinario di malattie dell’apparato respiratorio dell’Università di Catania; Carlo Salvarani, direttore Reumatologia Azienda ospedaliera Irccs Reggio Emilia e professore di reumatologia all’Univeristà di Modena Reggio Emilia; Luca Battistini, responsabile dell’unità di Neuroimmunologia Irccs Fondazione Santa Lucia Roma; Paolo Gallo, direttore del Centro regionale per la sclerosi multipla del Veneto; Gabriele Stocco, ricercatore universitario presso il dipartimento di Scienze della vita all’Università di Trieste; Cristina Scielzo, project leader divisione di Oncologia sperimentale  – Ospedale San Raffaele Milano; Anna Teresa Bagnato, responsabile dell’Unità di modelli preclinici e nuovi agenti terapeutici – Istituto nazionale tumori Regina Elena Roma; Sergio Marchini, capo dell’Unità genomica traslazionale – Dipartimento di oncologia Irccs Istituo di ricerche farmacologiche “Mario Negri” Milano.

Per il 2017 gli otto progetti, che riceveranno come nel 2016, centomila euro ciascuno, dovranno favorire un approccio personalizzato della terapia grazie all’impiego di marcatori biomolecolari. Oncologia, ematologia, neuroscienze, reumatologia e malattie polmonari saranno ancora le aree di interesse. Due le novità. La prima è l’attenzione verso i giovani ricercatori, con il vincolo che il responsabile del progetto di ricerca, il cosiddetto principal investigator, abbia un’età uguale o inferiore a 40 anni. La seconda importante novità riguarda la valutazione e la selezione dei progetti. L’intero iter verrà affidato alla Fondazione GIMBE (Gruppo italiano medicina basata sulle evidenze) che attraverso un’accurata metodologia e avvalendosi di revisori esperti elaborerà per ciascuna area la classifica finale dei progetti. “Il processo di valutazione e seezione dei progetti prevede un primo step per verificare i requisiti previsti del bando, l’adeguatezza della struttura richiedente e la congruenza degli obiettivi con il finanziamento assegnato – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE -. I progetti che supereranno il triage verranno inviati a coppie di revisori che assegneranno a ogni progetto uno score a quattro dimensioni: coerenza con le aree tematiche del bando, metodologia, rilevanza in termini di potenziali benefici per i pazienti e il Sistema sanitario nazionale e l’innovatività”.

I progetti possono essere presentati dal pomeriggio del 16 marzo fino alla mezzanotte del 30 giugno 2017 direttamente sul sito www.rocheperlaricerca.it Soddisfazione è stata espressa per le 337 candidature arrivate lo scorso anno. Questo significa che la ricerca è viva e Roche fa della ricerca scientifica il motore della sua lunga storia di azienda innovatrice, ponendosi in cima alle classifiche mondiali per investimenti in R&S, impegnando in proporzione al fatturato più risorse di Google e Apple (fonte: 2016 EU Industrial R&D Scoreboard, European commission, Joint research centre). In Italia, sono stati investiti oltre 38 milioni di euro nel 2016 con quasi 250 centri di ricerca coinvolti in oltre 200 studi clinici che hanno consentito a 10.500 pazienti di beneficiare di cure altamente innovative.

“L’investimento in ricerca e sviluppo, in Italia, ha rappresentato nel 2014 l’1,3 per cento del pil e quasi l’otto per cento dell’investimento complessivo dei paesi europei e della Commissione europea. Il ministero della Salute, che rappresenta la diciassettesima istituzione finanziatrice della ricerca biomedica a livello mondiale, stanzia quasi 184 milioni di euro per ricerca ordinaria, cinquanta milioni per la ricerca finalizzata e altri 15 milioni per il rinnovamento del parco tecnologico – ha scritto in una nota letta in sala da Buffa Davide Faraone, sottosegretario alla Salute -. La parte consistente di queste risorse è servita a sostenere 388 progetti di giovani ricercatori finanziati con 98 milioni di euro, mentre altri 348 milioni sono stati assegnati nell’ambito della ricerca finalizzata con bandi competitivi e trasparenti. La decisione di Roche di premiare la ricerca indipendente rende merito a questa azienda e sollecita le istituzioni a un rinnovato impegno, puntando sull’internazionalizzazione della ricerca e mettendo a sistema le politiche di ricerca e innovazione, con sinergia tra pubblico e privato, anche mediante la Strategia nazionale della specializzazione intelligente”