Häusermann (Assogenerici), servono maggiori norme sulla concorrenza

Secondo il presidente servirebbe "maneggiare con cura lo strumento delle gare d’acquisto pubbliche" e andrebbe previsto anche l’obbligo della clausola di rinegoziazione pura in tutti i capitolati di gara, ovvero la riapertura del confronto concorrenziale

“Bisogna includere la spesa farmaceutica nei Drg (Diagnosis related groups) dell’ospedaliera; puntare sui registri di monitoraggio e sulla valutazione dei costi evitati per la gestione dei farmaci innovativi; vincolare al capitolo della farmaceutica tutte le risorse generate dagli off patent”. Enrique Häusermann, presidente di Assogenerici, ha riassunto così le priorità da discutere con urgenza al tavolo della governance farmaceutica ancora in attesa di riavviare i motori, dopo il tentativo di Aifa di riaprire il confronto con le aziende sul pay back.  Ma soprattutto, ha continuato durante convegno “Innovazione e sostenibilità per la nuova governance”, organizzato il 18 marzo a Milano da Federfarma Servizi nell’ambito della IV edizione di “FarmacistaPiù” è necessario “maneggiare con cura lo strumento delle gare d’acquisto pubbliche per evitare che da strumento di razionalizzazione della spesa si tramutino in un boomerang capace di spazzare via le industrie, con costi drammatici non solo per il Ssn ma per l’intero sistema Paese”.

Sotto la lente anche le criticità esplose al tavolo dell’Aifa su distribuzione diretta e per conto e sulla tentazione di qualcuno di prevedere un uso esteso, appunto, di queste forme di distribuzione alternative per l’intera spesa convenzionata territoriale. “Ribadiamo la richiesta di un patto di stabilità pluriennale che preveda regole certe per tutta la filiera farmaceutica e per questo non possiamo non lanciare l’allarme – ha detto Häusermann – sul rischio che il massiccio ricorso alla distribuzione diretta finisca col violare le prerogative di un Ssn equo, universalistico e omogeneo a livello territoriale”.
Secondo Häusermann andrebbe previsto anche l’obbligo della clausola di rinegoziazione pura in tutti i capitolati di gara, ovvero la riapertura del confronto concorrenziale con tutti gli operatori economici coinvolti e non solo con l’aggiudicataria del prezzo di gara: “la sola riapertura della procedura di gara immediatamente dopo l’ingresso sul mercato di generici si tradurrebbe in una minore spesa di quasi cento milioni l’anno”.
Allo stesso modo, secondo il presidente Assogenerici, “andrebbe imposta la messa in gara di quantitativi corrispondenti al reale fabbisogno degli enti”, per una corretta programmazione della produzione e per evitare i ricorrenti fenomeni di carenza delle forniture, che si traducono in disagi ed extra-spesa sia per le strutture che per il cittadino.
E ancora, “andrebbero recuperate e messe in pista le procedure automatiche di fissazione dei prezzi dei farmaci equivalenti introdotte con il decreto Balduzzi del 2012 e rimaste di fatto inattuate”, ostacolando anche in questo caso la piena espressione del potenziale competitivo degli equivalenti, impossibilitati ad entrare realmente in commercio il giorno successivo alla scadenza del brevetto.