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Agrofarmaci, la contraffazione “ruba” all’Europa 3 miliardi all’anno

Mancate vendite per l’industria, posti di lavoro bruciati, entrate fiscali in meno ed effetti a catena su altri settori. L’Ufficio Ue per la proprietà intellettuale (Euipo) stima in quasi 3 miliardi di euro all’anno l’impatto, diretto e indiretto, della contraffazione nel settore degli agrofarmaci.
Guardando soltanto agli effetti diretti, i prodotti illegali sottraggono all’industria legittima in media il 13,8% delle vendite totali, per un valore complessivo (Eu28) di 1,3 miliardi l’anno e, come conseguenza, circa 2.600 posti di lavoro. In Italia vanno in fumo 185 milioni di euro e si perdono circa 270 occupati. Al danno economico, poi, va sommato il rischio per la salute e per l’ambiente: i prodotti contraffatti non rispettano il rigido sistema di regole che disciplina il settore.
Abbiamo chiesto un’opinione ad Andrea Barella, presidente di Agrofarma, l’associazione di Federchimica che rappresenta quasi la totalità delle aziende italiane. È emersa anche la fotografia di un comparto che, nonostante la forte contrazione dei consumi di agrofarmaci negli ultimi decenni, è cresciuto in termini di valore: in Italia, infatti, il fatturato è aumentato del 32% tra il 2005 e il 2015. Grazie soprattutto alla ricerca di molecole sempre più sofisticate, ad alto valore, in grado di ridurre quantità di impiego e impatto sulla salute e sull’ambiente.

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