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Horizon 2020, il programma Tecnologie future ed emergenti è una chance per il pharma

Il programma Tecnologie future ed emergenti (Fet) di Horizon 2020 supporta progetti collaborativi disruptive che offrono la possibilità di generare nuove conoscenze in ambito scientifico e tecnologico e contribuire alle industrie europee del domani.
Pur avendo disponibilità finanziaria di circa 2,7 miliardi (3,5% degli oltre 78,6 miliardi di euro dedicati a Horizon 2020 nel suo complesso), è un programma rilevante.
Nel primo triennio di Horizon 2020, il programma Fet ha sostenuto 131 progetti, tra i quali si annoverano diversi coordinamenti italiani nei diversi schemi di finanziamento. Per un totale di 659 milioni di euro messi a disposizione nel programma, le eccellenze italiane hanno ottenuto 53 milioni di cui 11 milioni nel solo bando Fet Open. In merito alla partecipazione nei progetti finanziati, l’Italia segue le maggiori potenze europee Germania, Regno Unito, Francia e Spagna.
Un esempio particolarmente significativo della tipologia di ricerca collaborativa finanziata nell’ambito delle Tecnologie future ed emergenti è Magna Pharm. Si tratta di un progetto coordinato dall’Università di Bristol a partire da gennaio 2017, volto all’identificazione e validazione di un nuovo metodo di controllo della crescita di cristalli organici nelle molecole di interesse farmaceutico.
Nel prossimo triennio del programma avremo ulteriori bandi aperti che trovano il primo appuntamento con la scadenza del bando Fet Open, prevista per il 27 settembre 2017.
Il tasso di successo delle proposte presentate sulle effettive progettualità finanziate è intorno al 4%, sfiorando in alcuni casi l’1,7% (fonte: Commissione europea). Non bisogna quindi stupirsi nel visionare il numero ridotto nei coordinamenti italiani.

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