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Italia sempre più “ripetente” nell’Ue, ma la salute “tiene”

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In Italia le risorse economiche destinate alla sanità sono inferiori a quelle stanziate in altri Paesi (6,9% del Pil nel 2015, contro il 7,4% della media Ue 14, il 7,7% del Regno Unito, l’8,6% della Francia). Secondo i dati dell’Index 2016 di Meridiano Sanità, il Paese è in gravissimo ritardo sul fronte dell’efficienza e dell’appropriatezza dell’offerta sanitaria. La situazione fotografata dall’elaborazione degli esperti di The European House-Ambrosetti – riprendendo i dati Istat – indica che lo scorso anno, per la prima volta in dieci anni, è diminuita la speranza di vita alla nascita e sono in aumento i pazienti cronici, sia tra i bambini che gli adulti. Numerosi i consigli degli esperti a partire dalla telemedicina che potrebbe avere un impatto positivo dal punto di vista costo-efficacia e costo-utilità per non stressare ulteriormente le casse della sanità pubblica e trovare nuove fonti di finanziamento.
Presentato a novembre anche il rapporto Oasi 2016, che oltre a descrivere lo stato di salute del Servizio sanitario nazionale, illustra le sei mosse da compiere per migliorare la governance del farmaco. A partire dalla revisione dei tetti di spesa, da una nuova tipologia di valutazione dei farmaci da parte dell’Aifa alla politica dei rimborsi, si punta a sviluppare un circuito virtuoso sia dal punto di vista economico che per l’accesso ai farmaci. Inoltre questo permetterebbe anche di valorizzare la qualità della produzione “made in Italy”, accrescere gli investimenti e aggiornare le competenze aziendali.

 

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