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La ricerca sul Snc è ad alto rischio di fallire il bersaglio

Lo sviluppo di farmaci per il Sistema nervoso centrale ha perso il suo fascino. Lo confermano le divisioni di ricerca chiuse, i trial falliti con perdite di centinaia di milioni di euro, i tagli ai fondi destinati alla sperimentazione. Nel 1990 su 125 nuovi studi di Fase I, 14 riguardavano farmaci del sistema nervoso centrale (11%) al pari di quelli in oncologia; mentre nel 2012 i primi erano scesi al 7% con 19 trial su 286 e i secondi balzati al 20 per cento. La situazione è talmente critica che qualche anno fa un gruppo di ricercatori, con un articolo pubblicato su Neuron, avanzò la proposta di ricevere nuovi incentivi per il settore. Eppure qualcosa si potrebbe fare. A partire dalla statistica con l’introduzione del concetto di “probabilità a priori” e l’utilizzo di approcci chiamati “bayesiani” che permettono anche di correggere l’inferenza finale che viene fatta sugli esisti dello studio. Per finire con maggiori investimenti nella ricerca di base, nuovi modelli preclinici e biomarker più accurati, una selezione più ristretta, omogenea e meglio caratterizzata dal punto di vista clinico dei pazienti.

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