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Produrre farmaci in Africa? Non è un miraggio

L’Africa apre le porte alla produzione di farmaci e si moltiplicano le iniziative dei Governi locali per attrarre investimenti stranieri finalizzati all’apertura di impianti, con particolari opportunità nel settore dei generici. L’obiettivo nel breve e nel medio periodo è il soddisfacimento del fabbisogno interno (non certo l’esportazione), agevolato anche da numerosi accordi di cooperazione economica. Entro il 2018 sul modello dell’Ema inaugura anche l’Agenzia africana dei medicinali. McKinsey stima che il valore complessivo dell’industria farmaceutica in Africa è passato da 4,7 miliardi di dollari nel 2003 a 20,8 nel 2013 e le previsioni sul PIL danno conto di una crescita dai 2,4 miliardi di dollari del 2013 ai 3,3 del 2020, pari a quella della Russia. Sempre McKinsey stima che fra tre anni il valore del mercato africano dei farmaci oscillerà tra i 40 e i 60 miliardi di dollari. Stupisce il tasso di crescita: 9,8 per cento annuo tra il 2010 e il 2020, rispetto ad appena il 2 per cento per gli Stati Uniti e l’1 per cento del Giappone. Lo Studio legale BonelliErede sta conducendo una significativa esperienza sul campo.

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