AboutPharma and Medical Devices

Troppe radiazioni dai medical device, l’Europa corre ai ripari

Negli ultimi 20-30 anni le radiazioni mediche a cui siamo esposti sono più che raddoppiate. Colpa in parte della medicina difensiva ma anche degli strumenti diagnostici sempre più potenti come la Tac (tomografia assiale computerizzata). Per arginare il problema l’Unione europea – per la prima volta –ha scritto una direttiva quadro sulla radioprotezione, l’Euratom 2013/59, che a partire da febbraio del 2018 dovrà essere recepita da tutti i centri che hanno a che fare con le radiazioni ionizzanti. Tre i punti cardine della normativa: comunicazione, formazione e ottimizzazione. Mentre sono numerosi i centri italiani che sono già al lavoro per allinearsi alla direttiva, le aziende del settore cercano nuovi strumenti diagnostici meno invasivi. Come la realtà virtuale per esplorare il corpo umano; o l’imaging ibrido Rm-Pet, un’apparecchiatura di nuovissima concezione che permette l’acquisizione simultanea dell’indagini Pet e Rm e diversi vantaggi, tra cui una riduzione della dose erogata. In Italia la Rm-Pet è utilizzata in soli due centri in Italia, per lo più per ricerca clinica. L’opinione Onofrio Catalano docente di radiologia presso la Harvard medical school di Boston.

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