Medicina e Salute

Italia Longeva, un certificato di qualità per le Rsa

venerdì 21 giugno 2013
Italia Longeva, un certificato di qualità per le Rsa

In Italia non esiste ad oggi alcun meccanismo di controllo dell'appropriatezza e della qualità delle cure erogate nelle Residenze Sanitarie Assistenziali

Diversamente da quanto avviene in ospedale, ma anche nelle Residenze Sanitarie Assistenziali di diversi Paesi occidentali, nel contesto residenziale italiano non esiste alcun meccanismo di controllo dell’appropriatezza e della qualità dell’assistenza erogata. Italia Longeva (rete nazionale di ricerca sull’invecchiamento e la longevità attiva, istituita dal Ministero della Salute con la Regione Marche e l’IRCCS INRCA di Ancona) propone di rimediare a questa mancanza con un “bollino d’argento” per le Rsa italiane: si tratta di “un apposito sistema di monitoraggio tramite schede di valutazione, ma anche attraverso un sito web che consentirà di conoscere in tempo reale la qualità dei servizi forniti in ognuna delle strutture assistenziali presenti in Italia”.

La proposta è stata presentata oggi, 21 giugno, nel corso di una conferenza stampa ospitata presso Palazzo Raffaello, sede della Giunta Regionale delle Marche. In occasione della stessa conferenza stampa è stata presentata anche una guida per invecchiare in salute, dal titolo “Imparare la longevità”.

 

“Lo scopo – ha spiegato Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva – è promuovere l’invecchiamento attivo e in buona salute spiegando come perseguirlo, ma anche suggerire agli italiani gli indicatori per valutare come dovrebbero essere le Rsa di qualità”.

 

"Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin – ha detto a sua volta Gian Mario Spacca, presidente della Regione Marche, intervenuto in conferenza stampa – si è impegnata a sostenere le attività di Italia Longeva, e a chiedere che il tema dell’invecchiamento attivo sia inserito nell'agenda del prossimo G20, e venga affrontato anche all’Expo di Milano, per quanto riguarda il settore della nutrizione e alimentazione'”.

 

“Sono oltre dodici milioni – si legge in una nota di Italia Longeva diffusa al termine della conferenza stampa – gli ultrasessantacinquenni italiani, una moltitudine spesso in forma e in buona salute – grazie all’efficienza del nostro Sistema sanitario e all’aumento della durata media della vita –, che con l’avanzare degli anni presentano però condizioni di fragilità, disabilità e comorbilità. La ‘rivoluzione’ della longevità diffusa impatta così su tutti i settori della società, dalla famiglia al Servizio Sanitario Nazionale, che si trova fortemente impegnato nel fronteggiare bisogni e problemi nuovi, legati alle malattie croniche della popolazione che invecchia. Proprio per andare incontro a queste esigenze – prosegue il comunicato stampa –, ma anche per far fronte all’emergenza che può sorgere dallo scontro tra l’aumento dei bisogni della popolazione anziana e la crisi economica, Italia Longeva ha proposto oggi sia un rimedio preventivo per vivere a lungo – 'Imparare la longevità' – sia un progetto concreto per diffondere indicatori certificati che valutino la qualità dell’assistenza in Rsa. Il progetto mira ad attribuire un ‘bollino d’argento’ che certifichi la rispondenza ad elevati standard qualitativi, omogenei a livello nazionale”.

 

Entrambe le proposte – guida per la longevità attiva e certificazione di qualità delle Rsa – sottolinea Italia Longeva, hanno un taglio pragmatico: “Il manuale per la longevità offre uno scorcio sulle abitudini di vita dei popoli più longevi al mondo – individuati attraverso le 5 ‘Aree Blu’ con il maggior numero di centenari – filtrate attraverso l’esperienza e le conoscenze di esperti in longevità e restituite in strategie facilmente attuabili nella vita quotidiana; 6 semplici regole di vita quotidiana – alimentazione, stile di vita, avere uno scopo, fede, famiglia, rete sociale – e un importante strumento della medicina correlato alla longevità, la prevenzione. Il progetto per l’elevazione degli standard di cura offerti dalle Rsa, a sua volta, si fonda sui dati raccolti in numerose regioni italiane e individua precisi indicatori di qualità, per dar vita a un sistema di certificazione del livello di assistenza assicurato da ciascuna struttura”.