Aviaria: anche l’Efsa raccomanda la vaccinazione per il pollame

La vaccinazione preventiva anti-aviaria dovrebbe essere condotta “nelle specie di pollame più sensibili e infettive nelle aree ad alto rischio di trasmissione”. Anche ricorrendo a “somministrazioni multiple”, cioè i richiami.
Dopo le indicazioni della Commissione, pure l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) raccomanda il ricorso alla vaccinazione protettiva nei confronti del virus H5N1 ad alta patogenicità”.
In Europa, attualmente, vi è un solo vaccino autorizzato all’uso contro l’influenza aviaria. Si tratta di Nobilis Influenza H5N2 (Msd Animal Health).
La strategia di profilassi indicata dall’Efsa
Il parere fornito dall’Agenzia non va a sostituire le altre misure di profilassi e controllo già in atto. “La vaccinazione dovrebbe integrare e non sostituire altre misure preventive e di controllo: come il monitoraggio delle infezioni negli uccelli, la diagnosi precoce e la biosicurezza”, sottolinea l’Efsa che, in un caso epidemico come quello che sta vivendo l’Europa, raccomanda “la vaccinazione protettiva di emergenza in un raggio di tre chilometri dai focolai”.
La vaccinazione preventiva è riconosciuta comunque come “la strategia ottimale per ridurre al minimo il numero di focolai e la durata dell’epidemia e dovrebbe essere condotta nelle specie di pollame più sensibili nelle aree ad alto rischio di trasmissione”.
Per aumentare la protezione, inoltre, “è possibile ricorrere a somministrazioni multiple”.
Aviaria: nuovi aggiornamenti dall’Efsa nel 2024
I dati utilizzati per redigere il parere sono stati ottenuti da studi di letteratura, indagini epidemiologiche sulle popolazioni avicole di Francia, Italia e Paesi Bassi e statistiche sugli abbattimenti preventivi effettuati negli stessi Paesi.
Secondo l’Efsa, “le informazioni sull’efficacia e sulla durata della protezione dei vaccini disponibili contro il virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità sono pochi e non armonizzati”. Motivo per cui “la descrizione dettagliata e il confronto di questi vaccini non è possibile”.
A ciò occorre aggiungere – secondo gli esperti – che “gli studi sull’efficacia nel prevenire la trasmissione del virus sono scarsi”. Oltre al fatto che “pochi vaccini sono stati testati su volatili da allevamento diversi dai polli”.
Sul fronte dell’influenza aviaria ad alta patogenicità, l’Efsa emanerà un nuovo parere scientifico, la cui finalizzazione è prevista per marzo 2024.


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