Biodiversità, nasce un centro nazionale coordinato dal Cnr

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Pubblicato il: 24 Giugno 2022|

Si chiamerà National biodiversity future centre (Nbcf). Riunirà 48 partner, coinvolgendo 1.300 ricercatori e assumendone altri (pare alcune centinaia). Avrà sede all’Università di Palermo, ma presidi in altre Regioni. È l’ambizioso progetto coordinato dal Consiglio nazionale ricerche (Cnr), finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) con 320 milioni per i primi tre anni (2023-2025).

Un Centro nazionale per il futuro della biodiversità

Il nuovo Centro per la biodiversità, spiega il Cnr in una nota, “mira a mettere in campo la più poderosa iniziativa di ricerca e innovazione sulla biodiversità mai tentata in Italia, si fonda su virtuose sinergie tra Università, organismi di ricerca, fondazioni e Imprese scelti in base alla loro comprovata leadership scientifica, tecnologica, etica e di mercato”. Il Centro sarà strutturato secondo l’impostazione Hub&Spoke. L’Hub con sede a Palermo sarà ospitato dall’Università e metterà a sistema capacità di gestione, promuoverà le relazioni internazionali e coordinerà le iniziative congiunte nell’area dello sviluppo, della protezione e del ripristino della biodiversità.  Gli Spoke saranno otto, distribuiti sul territorio nazionale e conteranno sulla partecipazione dei partner affiliati.

Gli obiettivi

Il National biodiversity future centre nasce con la finalità di aggregare la ricerca scientifica nazionale di eccellenza e le tecnologie. Questi gli obiettivi principali riassunti dal Cnr: monitorare, preservare e ripristinare la biodiversità negli ecosistemi marini, terrestri e urbani della Penisola; valorizzare la biodiversità e renderla un elemento centrale su cui fondare lo sviluppo sostenibile. E questi, invece, i risultati attesi:

  • fornire strumenti innovativi ed efficaci ai decisori politici per contrastare l’erosione della biodiversità (conservazione e ripristino), quantificare i servizi ecosistemici e realizzare azioni volti alla conservazione e ripristino della biodiversità in tutto il Mediterraneo;
  • individuare soluzioni tecnologiche innovative per raggiungere i target del Green Deal legati alla capacità di sequestro di carbonio degli ecosistemi e alla conservazione della biodiversità e ai principi dell’economia circolare;
  • formare una nuova classe di ricercatori con competenze multidisciplinari capaci di affrontare temi complessi come quello dell’ambiente e della biodiversità;
  • posizionare l’Italia come paese di riferimento per lo studio e la conservazione della Biodiversità anche attraverso la formazione di nuovi professionisti e green job;
  • creare nella società civile una consapevolezza e partecipazione nei confronti della tutela e valorizzazione della biodiversità.

Punto di riferimento a livello globale

“L’atto formale di costituzione del Centro è un passo decisivo, conquistato grazie al grande lavoro di tutti i partner coinvolti e delle alte professionalità messe in campo”, ha commentato  la presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza. “Il Centro potrà rappresentare, negli anni a venire, un punto di riferimento per la comunità globale, chiamata a reagire ed agire di fronte alle imponenti sfide imposte dal cambiamento climatico. Quello cui puntiamo è un obiettivo ambizioso e altamente significativo per il comparto della ricerca, con ricadute positive sul ruolo del nostro Paese sulla scena internazionale e sulle azioni di rilancio dell’economia nazionale”. In tema di biodiversità, l’Unione europea ha fissato alcuni obiettivi per il 2030. Ad esempio, ridurre la perdita di biodiversità del 30% e recuperare per almeno il 15% gli equilibri ecosistemici mediante azioni di ripristino ecologico degli habitat.

Tag: biodiversità / Cnr / pnrr /

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