Legge di Bilancio: l’Anmvi torna a chiedere l’Iva al 10%

Pubblicato il: 17 Novembre 2020|

Con l’arrivo della legge di Bilancio, la veterinaria italiana torna a chiedere di abbassare l’Iva al 10% per le prestazioni e per gli alimenti destinati agli animali da compagnia. L’Associazione nazionale dei medici veterinari italiani (Anmvi) proporrà alcuni emendamenti per cambiare il Testo Unico dell’Iva, inviandoli alle Commissioni Bilancio e Finanze e ai capigruppo di Camera e Senato. A darne notizia è AnmviOggi.

Il fronte comune con aziende e consumatori

Attualmente sulle prestazioni veterinarie e gli alimenti per i pet si applica l’aliquota massima del 22%. Le modifiche richieste dall’Anmvi puntano ad abbassarla al 10%, la stessa aliquota agevolata già prevista per i farmaci veterinari. Una battaglia, questa, che non è solo dell’Anmvi.

A luglio scorso, infatti, una lettera aperta era stata inviata al Parlamento e sottoscritta anche da Fnovi (Federazione ordini veterinari), Simevep (Società italiana medicina veterinaria preventiva), Enpav (Ente nazionale previdenza veterinaria), Assalco (imprese alimentazione e cura animali da compagnia), Aisa-Federchimica (industrie salute animale), Ascofarve (distributori medicinali veterinari) e Assalzoo (produttori zootecnici). All’appello hanno aderito poi anche Aipa, Federanziani Senior Italia e Federconsumatori.

“L’Iva – si legge nella lettera di luglio – rappresenta il principale ostacolo economico-fiscale e il più rilevante dissuasore sociale al conseguimento dei nuovi obiettivi strategici – nazionali, europei e globali – per la sanità animale e la sanità pubblica. Le prestazioni veterinarie e i prodotti alimentari per animali da compagnia continuano ad essere collocati nello scaglione Iva più elevato, al pari di beni e servizi di lusso e/o non essenziali”.

Tag: Anmvi / Iva / legge di bilancio / manovra / pet / veterinaria /

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