Ministri dell’Agricoltura Ue: servono regole uniche sugli animali esotici come domestici

Pubblicato il: 24 Maggio 2022|

La questione degli animali esotici tenuti come domestici è da tempo nell’agenda europea. I ministri dell’Agricoltura dei Paesi Ue hanno chiesto di aprire un dibattito durante il Consiglio in corso a Bruxelles per arrivare a una regolamentazione unica. L’ipotesi che trova maggiori favori tra gli Stati membri è quella di un elenco Ue sugli animali esotici che possono essere considerati domestici.

La fase conoscitiva

A nome del Ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, la delegazione italiana ha dichiarato di condividere i principi del documento e le necessità di incrementare le azioni per il benessere animale e la tutela della salute pubblica. La Commissaria europea Stella Kyrkiades ha assicurato che verranno raccolti positivamente tutti gli interventi e verrà avviata una fase conoscitiva e di valutazione di impatto per iniziare a preparare il terreno affinché si trovi la migliore soluzione normativa. Ha, inoltre, incoraggiato gli Stati membri a uno scambio di prassi per facilitare il procedimento legislativo.

Standard internazionali

“Siamo consapevoli dei vari rischi posti dagli animali selvatici tenuti come domestici – ha detto Stella Kyriakides – e l’Ue ha già in vigore regole sulla salute umana ed animale che si basano su standard internazionali per impedire la diffusione di malattie, la strategia sulla biodiversità include impegni contro le specie aliene e la revisione sulle regole del benessere animale, in corso, prevede misure in questo settore. Dobbiamo vedere se un elenco è una soluzione migliore.

La posizione degli Stati membri

Cipro, Lussemburgo, Lituania e Malta hanno portato alla riunione del Consiglio Ue sull’Agricoltura la questione delle specie esotiche divenute domestiche, chiedendo un’armonizzazione europea che nella pratica ponga uno stop al commercio e alla detenzione di tutti gli esemplari esotici e una definizione chiara delle specie considerate domestiche. Danimarca e Repubblica Ceca prediligono la via della lista negativa, ad esclusione. Svezia e Ungheria nutrono preoccupazioni per i possibili “effetti a cascata”. Procedere come vorrebbero Cipro, Lussemburgo, Lituania e Malta vorrebbe dire, infatti, dover intervenire su altri legislazioni in materia di commercio e benessere animale che richiederebbero emendamenti e modifiche, con tutte le tempistiche del caso. La Polonia pretende “periodi di transizione” per adeguarsi alle nuove norme, qualora la mozione dei quattro dovesse passare. Slovenia, Slovacchia, Finlandia ed Estonia si dichiarano a favore dello stop a cuccioli di tigre e affini per la compagnia umana, mentre Germania, Paesi Bassi, Croazia, Bulgaria e Lettonia, chiedono approfondimenti e invitano la commissione ad esaminare la proposta.

Italia e Grecia

“Siamo a favore nel principio – ha dichiarato Patuanelli a nome dell’Italia – ma c’è bisogno di maggiori discussioni per approfondire meglio”. La Grecia chiede addirittura “una valutazione d’impatto”. Una cosa è certa è che in Europa è attivo un dibattito che non è destinato ad arrestarsi.

Tag: animali esotici / Consiglio europeo / ministri dell'agricoltura / stefano patuanelli / stella kyriakides /

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