Peste suina, il sottosegretario Costa: “Ai primi 50 milioni di euro si aggiungeranno altri 40 milioni per i danni e la sicurezza”

Pubblicato il: 20 Luglio 2022|

L’abbattimento di cinghiali, la costruzione di una rete per contenerli e azioni di biosicurezza negli allevamenti. Sono queste le tre direttrici lungo le quali si muoverà la Regione Piemonte al fine di porre un freno alla diffusione della peste suina tra i cinghiali e tutelare la filiera suinicola. Il territorio conta, infatti, 1.400 le aziende agricole, con 1,3 milioni di capi allevati (dei quali 900 mila nella provincia di Cuneo) che rappresentano una fetta importante del Pil piemontese e danno lavoro a tante famiglie.

Il Consiglio regionale speciale in Piemonte

Nel corso Consiglio regionale aperto a Palazzo Lascaris, convocato per fare il punto sulle strategie da mettere in campo per contenere la peste suina presente in Piemonte, Liguria e Lazio, il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, delegato all’emergenza peste suina in Italia, ha annunciato che sono stati stanziati i primi 50 milioni di euro e che adesso si aggiungeranno altri 25 milioni per i danni e 15 milioni per aumentare la sicurezza degli allevamenti.

Danni all’agricoltura e agli allevamenti

“E poi dobbiamo affrontare e risolvere una volta per tutte la troppa presenza di cinghiali sul nostro territorio: troppi sono i danni all’agricoltura ogni anno, e troppe volte la pubblica incolumità viene messa a rischio. Io credo che la pandemia – ha aggiunto Costa – ci abbia lasciato un grande insegnamento, cioè che le grandi emergenze si riescono ad affrontare se si riesce a fare squadra, se ognuno dà il proprio contributo e se tutti insieme si lavora per raggiungere l’obiettivo. Per contenere e gestire la peste suina c’è stata una grande condivisione da parte dei territori, delle Regioni, dei Comuni e dei cittadini. Abbiamo condiviso tutta una serie di iniziative che confido ci possano permettere di gestire la situazione e mettere in sicurezza un comparto fondamentale”.

Le misure del Piemonte

Sulle misure decise in Piemonte ci sono molti ritardi: si era deciso di abbattere 38 mila capi attraverso la caccia di selezione, un numero destinato a salire a 50 mila esemplari con la caccia di controllo, ma ad oggi i cinghiali abbattuti sono circa duemila. Per quanto riguarda la costruzione della rete contenitiva, che dovrebbe snodarsi sul territorio piemontese per 170 chilometri, oggi sono stati costruiti soltanto 16 chilometri.

Ristabilire l’equilibrio ambientale

“Abbiamo il dovere di tutelare un comparto che garantisce 100 mila occupati e dà risultati importanti dal punto di vista economico – ha affermato Andrea Costa -. Dobbiamo ristabilire un equilibrio ambientale che non c’è più. È tramontato l’approccio ideologico secondo cui si deve limitare la presenza dell’uomo: l’uomo, che garantisce presidio, tutela il territorio. È pronto un decreto che prevede l’estensione del periodo di caccia da tre a cinque mesi”.

Tag: andrea costa / Lazio / Liguria / peste suina / Piemonte /

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