Piano allevamenti nell’Ue: biosicurezza, innovazione e prevenzione delle malattie al centro della strategia europea

La salute animale come leva per rafforzare la sicurezza sanitaria, la resilienza delle filiere agroalimentari e la competitività europea.
È questo il filo conduttore della prima Strategia europea per gli allevamenti presentata dalla Commissione europea, un piano che integra politiche agricole, sanitarie e industriali con l’obiettivo di rendere il comparto più sostenibile e preparato ad affrontare le sfide dei prossimi anni.
Prevenzione e biosicurezza al centro
Uno dei pilastri della strategia è il rafforzamento della prevenzione e della biosicurezza. Bruxelles punta infatti a ridurre l’impatto delle principali malattie animali, sempre più frequenti anche a causa dei cambiamenti climatici e dell’intensificarsi degli scambi commerciali.
La Commissione prevede di rafforzare i sistemi di sorveglianza epidemiologica, migliorare la preparazione alle emergenze sanitarie e sostenere gli investimenti degli allevatori in misure di prevenzione, riconoscendo che la salute degli animali rappresenta un elemento essenziale anche per la tutela della salute pubblica e per la sicurezza delle produzioni alimentari.
L’importanza della digitalizzazione degli allevamenti
In questo contesto, la strategia assegna un ruolo centrale all’innovazione. L’obiettivo è favorire una più ampia diffusione delle tecnologie digitali negli allevamenti, dai sistemi di monitoraggio dello stato di salute degli animali agli strumenti di gestione dei dati, fino alle soluzioni di medicina veterinaria di precisione.
La digitalizzazione viene considerata uno strumento per migliorare il benessere animale, ottimizzare l’impiego delle risorse e rendere più tempestiva l’individuazione di eventuali focolai.
Il documento riconosce inoltre il contributo che ricerca e innovazione possono offrire allo sviluppo di nuovi strumenti diagnostici, vaccini veterinari e soluzioni alternative per il controllo delle malattie, in linea con l’approccio europeo One Health, che considera strettamente interconnesse la salute umana, quella animale e quella ambientale.
Rafforzare la competitività del settore
Accanto agli aspetti sanitari, la Commissione punta a rafforzare la competitività del settore. Il piano prevede un maggiore accesso agli investimenti, anche attraverso il coinvolgimento della Banca europea per gli investimenti, per sostenere la modernizzazione degli allevamenti e accompagnare la transizione verso modelli produttivi più resilienti e sostenibili.
Tra gli interventi annunciati figura anche la revisione della normativa sul benessere animale, con particolare riferimento a galline ovaiole, polli da carne e suini. L’intenzione dell’esecutivo europeo è aggiornare la legislazione sulla base delle più recenti evidenze scientifiche, prevedendo al tempo stesso misure di accompagnamento e periodi transitori per favorire l’adeguamento delle aziende.
Riflettori puntati sulla sostenibilità ambientale
La sostenibilità ambientale rappresenta un altro asse della strategia. Bruxelles intende sviluppare metodologie armonizzate per la misurazione delle emissioni degli allevamenti e promuovere pratiche in grado di migliorare la gestione dei nutrienti e ridurre l’impatto climatico delle produzioni zootecniche, integrando gli obiettivi ambientali con quelli di competitività.
Ridurre la dipendenza delle materie prime dagli altri Paesi
Parallelamente, la Commissione ha presentato un Piano d’azione europeo per le proteine, con cui mira a ridurre la dipendenza dell’Unione dalle importazioni di materie prime destinate ai mangimi. Il piano punta ad aumentare la produzione europea di colture proteiche, rafforzando l’autonomia strategica della filiera e riducendone l’esposizione alle tensioni geopolitiche che interessano le catene di approvvigionamento.
Verso una salute unica
Nel complesso, la nuova strategia segna un cambio di approccio nelle politiche europee per il settore zootecnico. La salute animale non viene più considerata esclusivamente come un tema veterinario, ma come un fattore strategico per la sicurezza sanitaria, la resilienza economica e la sostenibilità del sistema agroalimentare europeo. Una visione che potrebbe tradursi, nei prossimi anni, in nuove opportunità anche per le imprese attive nella salute animale, nei vaccini veterinari, nella diagnostica e nelle tecnologie digitali applicate agli allevamenti.


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