Rischi ambientali e climatici: debutta il nuovo sistema nazionale per la prevenzione

rischi ambientali climatici
Pubblicato il: 29 Agosto 2022|

Il 30 giugno è entrata in vigore la legge di conversione del DL Attuazione Pnrr-bis che all’articolo 27 istituisce il Sistema nazionale prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici (Snps). Dopo il passaggio in Conferenza Stato-Regioni del testo approvato dal Parlamento, c’è stata poi la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale che ha reso efficaci le nuove misure urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Il decreto Pnrr-bis

Il decreto legge Attuazione Pnrr bis (DL 30 aprile 2022, n. 36) segue a due precedenti interventi normativi per accelerare l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, tutti finalizzati a facilitare il raggiungimento degli obiettivi programmati per il 2022, attraverso l’introduzione di molteplici novità in diversi settori, tra cui quello ambientale. L’istituzione del Snps, in particolare, si inserisce tra gli interventi finanziati con il Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr, approvato a livello nazionale con il decreto-legge n. 59 del 6 maggio 2021, convertito dalla L. 101 del primo luglio 2021. Risorse e programmi del Pnc, meglio definiti all’interno del relativo decreto ministeriale del Mef del 15 luglio 2021, sono destinati ad integrare le iniziative del Pnrr e il raggiungimento degli obiettivi. La complementarità del Pnc con il Pnrr si attua secondo due diverse modalità, in forma progettuale, quando integra le risorse per gli investimenti già previsti nel Pnrr con programmi e interventi cofinanziati, o in forma di missione o di componente della missione, se prevede ulteriori investimenti, definiti come programmi e interventi del Piano, che contribuiscono al raggiungimento delle finalità del Pnrr.

One e Planetary Health

In questo contesto, nasce quindi il Snps per armonizzare le politiche e le strategie messe in atto dal Servizio sanitario nazionale per la prevenzione, il controllo e la cura delle malattie acute e croniche, trasmissibili e non trasmissibili, associate a rischi ambientali e climatici mediante l’applicazione degli approcci integrati “one-health” e “planetary health” sempre più al centro delle politiche nazionali e internazionali.

La visione One Health è un modello sanitario, ormai tra i più affermati in quest’ambito, che si basa sull’integrazione tra discipline diverse e sul riconoscimento che la salute umana, la salute animale e la salute dell’ecosistema siano legate indissolubilmente. Questo approccio è riconosciuto ed attuato sia dalle istituzioni italiane che dalla Commissione europea come strategia rilevante per migliorare la salute globale. Ed è proprio qui che si inserisce il concetto di Planetary health secondo cui occorre raggiungere i più elevati livelli di salute e benessere per l’intero pianeta. Queste strategie, da ultimo, sono state di recente al centro anche della discussione dei ministri della Salute nell’ambito del G20.

Il Snps, come rete strutturata di enti, oltre a perseguire i suddetti principi, dovrà interagire anche con il Sistema nazionale a rete per la protezione ambientale (Snpa) per concorrere al perseguimento dei più pratici obiettivi di prevenzione primaria. Gli obiettivi di prevenzione primaria concernono la promozione della salute, la prevenzione e il controllo dei rischi sanitari associati direttamente e indirettamente a fattori determinanti ambientali e climatici, che possano derivare anche dai cambiamenti socio-economici e valorizzare le esigenze di tutela delle comunità e delle persone vulnerabili, in coerenza con i principi di equità e prossimità.

Il nuovo sistema reinterpreta le preesistenti strutture e modalità di intervento in materia già contemplati dal Decreto legislativo n. 502 del 1992, sulla tutela della salute, che prevedeva un accordo quadro tra i ministeri della Salute e dell’Ambiente e le Regioni per il coordinamento degli interventi per la salute e l’ambiente e conferiva a queste ultime un ruolo di raccordo di con le Asl, gli ospedali e le agenzie regionali per l’ambiente.

Le funzioni

Le principali funzioni del nuovo sistema sono:

  • identificare e valutare le problematiche sanitarie associate a rischi ambientali e climatici, per contribuire alla definizione e all’implementazione delle ottimali politiche di prevenzione attraverso l’integrazione con gli altri settori;
  • favorire l’inclusione della salute nei processi decisionali che coinvolgono altri settori, anche attraverso attività di comunicazione istituzionale e formazione;
  • concorrere, per i profili di competenza, alla definizione e all’implementazione degli atti di programmazione in materia di prevenzione e dei livelli essenziali di assistenza associati a priorità di prevenzione primaria, assicurando la coerenza con le azioni in materia di livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (Lepta) ex art. 9 L. 28 giugno 2016, n. 132;
  • concorrere alla individuazione e allo sviluppo di criteri, metodi e sistemi di monitoraggio integrati, anche avvalendosi di sistemi informativi funzionali all’acquisizione, all’analisi, all’integrazione e all’interpretazione di modelli e dati;
  • assicurare il supporto alle autorità competenti nel settore ambientale per l’implementazione della Valutazione di impatto sulla salute (Vis) nell’ambito della Valutazione ambientale strategica (Vas), della Valutazione di impatto ambientale (Via) e dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia).

Il network

Il sistema si compone della seguente rete di enti che condividono e lavorano congiuntamente per il raggiungimento degli obiettivi del Snps:

  • Dipartimenti di prevenzione delle Asl (ex D.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502);
  • le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
  • gli Istituti zooprofilattici sperimentali;
  • l’Istituto superiore di sanità;
  • il ministero della Salute.

È il ministro della Salute, secondo il comma 5 dell’articolo 27 del DL Pnrr-Bis, a individuare gli specifici compiti che tutti i soggetti parte del Sistema devono svolgere ai fini della concreta attuazione pratica delle funzioni.  A tal riguardo, lo scorso 9 giugno è stato firmato il decreto, su cui era stata acquisita l’Intesa in Conferenza Stato-Regioni nella seduta del giorno precedente, che dà seguito alla previsione normativa di cui all’art. 27 e suddivide le attività in base agli enti coinvolti nel Sistema.

Le Regioni

Il primo ente di cui vengono descritte le funzioni sono le Regioni e le Province autonome, che svolgeranno delle attività molto concrete tra cui innanzitutto l’istituzione del Sistema regionale di prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici (Srps). Questo assicura l’approccio integrato One Health nella sua evoluzione Planetary Health a livello regionale e persegue gli obiettivi di prevenzione primaria del Snps, di cui fanno parte, in una logica di rete, i dipartimenti di prevenzione (ex D.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502) e con le altre strutture sanitarie e socio-sanitarie, nonché gli altri enti del territorio di competenza, avvalendosi anche degli Istituti zooprofilattici sperimentali.

Le Regioni nel loro ruolo territoriale individuano i soggetti che costituiscono il Srps, struttura che svolge le funzioni di coordinamento e ne attua le politiche e, nell’ambito delle loro competenze, pongono in essere politiche di prevenzione primaria includendo la salute nei processi decisionali territoriali anche attraverso una task force dedicata.

A livello operativo, si occupano di sviluppare le funzioni di osservazione epidemiologica valutando i possibili effetti che può avere sulla salute l’esposizione a fattori di rischio ambientale.

In termini di programmazione, garantiscono l’integrazione dei sistemi informativi regionali e delle altre strutture sanitarie, assicurando ai dipartimenti di prevenzione le risorse strumentali ed umane, e migliorando la capacità gestionale territoriale di prevenire e controllare i rischi sanitari.

Gli Istituti zooprofilattici

A seguire, vi è la descrizione delle attività poste in capo agli istituti zooprofilattici sperimentali che dovranno svolgere funzioni di collaborazione alla programmazione nazionale e regionale al fine di integrare la sorveglianza epidemiologica e la valutazione dei risultati, del rischio e degli interventi associati all’utilizzo degli animali e dei prodotti di origine animale come indicatori di contaminazione ambientale.

Gli Istituti zooprofilattici sperimentali concorreranno, in aggiunta, all’individuazione e allo sviluppo di criteri di monitoraggio e supporteranno l’implementazione degli atti di programmazione in materia di prevenzione e definendo i livelli essenziali di assistenza associati a priorità di prevenzione. Si occuperanno, infine, di individuare i fabbisogni formativi in materia di prevenzione associata all’utilizzo degli animali nella contaminazione ambientale, promuovendo programmi di formazione che rispondano alle esigenze emerse.

Iss e ministero

Centrale è poi il ruolo dell’Istituto superiore di sanità che con funzioni di coordinamento, indirizzo e supporto tecnico-scientifico del Snps, predisporrà metodi e procedure di valutazione di rischi e degli impatti sanitari sia in riferimento alle fonti di esposizione a fattori ambientali e climatici, sia alla parte di tossicologia predittiva che di caratterizzazione del pericolo.  L’Iss si occuperà di elaborare linee guida attraverso approcci di tossicologia predittiva ed epidemiologia, raccogliere i dati dagli enti e fornire assistenza tecnico-scientifica, unitamente alla formazione continua che svilupperà in favore dei professionisti del Snps. All’Istituto è affidata anche la strategia di comunicazione sui rischi ambientali e l’iniziativa nel promuovere resilienza e sostenibilità dei sistemi sanitari ai mutamenti ambientali e climatici anche derivanti da cambiamenti socio-economici.

In ultimo, vengono descritte le funzioni del ministero della Salute che, di concerto con l’Iss, dovrà garantire il coordinamento delle strutture regionali del Snps e l’uniforme applicazione delle disposizioni del Decreto, avvalendosi, della Commissione di coordinamento strategico istituita in seno alla Direzione generale della Prevenzione sanitaria, promuovendo altresì le aree prioritarie di prevenzione. Il ministero della Salute si fa garante dell’adozione di tutti gli atti necessari a favorire il funzionamento del Snps, anche a livello regionale, monitorando l’attuazione e assicurando un supporto a garanzia del raggiungimento degli obiettivi di cui al DL 36/2022. Sul tema della formazione, favorisce la rilevazione dei fabbisogni formativi dell’intero Snps tenendo in considerazione le specificità di tutti i soggetti istituzionali coinvolti e convocherà, annualmente la Conferenza del Snps per relazionare sullo stato di attuazione delle misure adottate, illustrare eventuali difficoltà applicative e proporre soluzioni innovative al fine di favorire la compiuta realizzazione del Snps.

La cabina di regia

L’articolo 27 prevede che con un successivo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, saranno definite le modalità di interazione del Snpa con il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), nato con la finalità di far lavorare in rete tutte le istituzioni coinvolte nel campo ambientale.  Il coordinamento tra i due sistemi ha lo scopo di assicurare, anche mediante l’adozione di apposite direttive, l’effettiva operatività e l’interazione tra i due organismi. A tal fine, dovrà essere istituita presso la presidenza del Consiglio dei ministri una Cabina di regia, composta da:

  • un rappresentante della presidenza del Consiglio dei ministri, che la presiede;
  • due rappresentanti del Snps, designati dal ministro della Salute tra i dirigenti del ministero e dell’Istituto superiore di sanità, con comprovate competenze nel settore della prevenzione sanitaria;
  • due rappresentanti designati dal ministro della Transizione ecologica, tra i dirigenti del ministero e del Snpa con comprovate competenze nel settore;
  • un rappresentante delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, designato dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome.

La partecipazione alle riunioni e alle altre attività promosse dalla Cabina di regia non comporteranno la corresponsione di gettoni o altri emolumenti e non determineranno nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Le amministrazioni parte del Sistema dovranno provvedere agli adempimenti e alle attività con le risorse umane disponibili a legislazione vigente. L’apparato così organizzato dovrà armonizzare le attività per conseguire i migliori risultati e tutelare la salute pubblica, prevenendo i rischi che influiscono sulla sanità intesa in senso globale.

Tag: ambiente / clima / snps /

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