Il Sole 24 Ore

Balduino Ceppetelli


BIG PHARMA


Novartis, colosso svizzero della farmaceutica, ha brillato ieri alla Borsa di Zurigo (+2,13% a 88,85 franchi) dopo la presentazione del bilancio 2014. L’anno scorso infatti il gruppo, nonostante una leggera frenata nel quarto trimestre, ha visto salire l’utile netto del 12per cento ben oltre la soglia dei 10 miliardi di dollari (+19% a cambi costanti) e l’utile operativo dell’1% (+7% a cambi costanti) a 10,7 miliardi in leggero progresso anche il fatturato, aumentato dell’1% (+3% a cambi costanti) fino a quota 58 miliardi. Anche alla luce di questi risultati Novartis ha deciso di proporre un aumento del dividendo 2014 del 6 per cento a 2,60 franchi svizzeri per azione (si tratta del 18esimo aumento consecutivo della cedola).

Continua pagina 24

Continua da pagina 21

Novartis, che ha completato il primo gennaio la cessione delle attività nella salute animale a Eli Lilly per 5,4 miliardi di dollari, prevede per quest’anno un fatturato in crescita intorno al 5% sulla base della formalizzazione a fine marzo della vendita dei vaccini a Glaxo Smithkline per 7,1 miliardi di dollari. A livello di target 2015, Novartis stima in dettaglio un +5% dei ricavi della divisione farmaceutica, tra il 5 e il 9% per Alcon (oftalmologia) e del 5% per i generici di Sandoz. Se i tassi di cambio in vigore a metà gennaio continueranno per il resto del 2015, ha proseguito il gruppo, l’impatto valutario per quest’anno rispetto al 2014 sarà pari a un calo di 7 punti percentuali sul fatturato.

I risultati sono stati giudicati con soddisfazione dai vertici del colosso svizzero. E il ceo Joseph Jimenez ha commentato: «Il 2014 è stato un anno di trasformazione per Novartis. Abbiamo preso iniziative per focalizzare il gruppo nelle nostre tre attività strategiche su scala globale. Abbiamo registrato una sensibile crescita delle vendite e ampliato i margini, rafforzando l’innovazione, e realizzato progressi a livello di qualità e produttività. Ho fiducia sul nostro buon posizionamento per un futuro di successo». E questo grazie anche a una crescente attenzione ai costi resa necessaria a che dal recente rafforzamento del franco svizzero.

Il responsabile mondiale della divisione Pharma, David Epstein, ha poi ricordato che i risultati del gruppo hanno beneficiato (e beneficeranno in futuro) del fatto che Novartis ha il più giovane portafoglio prodotti (medicine) tra i big del settore e che questo genera una quota rilevante dei ricavi complessivi. Certo – ha aggiunto – la crisi economica soprattutto in Europa penalizza risultati, ma il gruppo continuerà a investire nella crescita anche per linee esterne (M&A) e nel mirino, nel caso si presentassero opportunità, saranno soprattutto società medio-piccole altamente specializzate, oppure prodotti specifici; Novertis continuerà a lavorare «per creare valore agli azionisti e a creare nuovi posti di lavoro, puntando sempre sulle attività di ricerca e sviluppo. Epstein si è soffermato anche sull’Italia, dove nel 2014 è stato realizzato un fatturato di oltre 2 miliardi di euro (+5,3%), di cui 354,1 milioni grazie all’export (gli addetti sono quasi 4.700): «In Italia, paese molto importante per noi, siamo presenti – e molto forti – in molti settori, tra cui quello strategico della ricerca». Da ricordare che l’anno scorso Novartis ha annunciato un ampia riorganizzazione nel nostro Paese prevedendo la concentrazione delle attività nei business strategici dei farmaci innovativi, dei prodotti pe la cura dell’occhio e dei farmjaci generici. Sempre l’anno Novartis ha investito nel nostro Paese oltre 221 milioni (+8,7% sull’anno precedente) e che nella clinica farmaceutica son stati portato avanti 244 studi clinici effettuati in 1.246 centri conivolgendo quasi 16mila pazienti.

«Apprezziamo molto – ha aggiunto Epstein – il fatto che il governo italiano stia inconraggiando l’attività di ricerca e l’intenzione di trasformare l’Italia nel primo hub per il farmaco in Europa. Tuttavia preoccupano sempre i tagli alla spesa sanitaria regionale; nuovi riduzioni frenerebbero ulteriormente l’intero settore».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Balduino Ceppetelli