Il Sole 24 Ore

Lino Terlizzi


ACQUISIZIONI


Syngenta, al via l’Opa ChemChina pagina 24 pDopo le voci insistenti, la conferma delle due parti. ChemChina intende rilevare Syngenta attraverso un’offerta pubblica d’acquisto del valore di 43 miliardi di dollari. L’offerta riguarderà da un lato le azioni nominative del gruppo agrochimico svizzero, che è quotatoa Zurigo, dall’altro gli Adr dello stesso gruppo trattatia New York. ChemChina, cheè tra l’altro azionista di Pirelli, offrirà 465 dollari in contanti (il rapporto dollaro­franco svizzeroè poco sopra l’1 a 1) per ogni azione Syngenta, oltre a un dividendo speciale di 5 franchi per titolo. Questo prezzo d’acquisto comporta un premio dei 31% sul corso medio ponderato dell’azione Syngenta negli ultimi 60 giorni di contrattazioni. Il cda del gruppo elvetico raccomanderà l’accettazione dell’offerta cinese. Ren Jianxin, presidente di ChemChina, guiderà il cda di Syngenta. Michel Demaré, attuale presidente del cda, sarà vice presidente. Il management non cambierà, la sede di Syngenta rimarrà in Svizzera. Secondo il ceoe direttore finanziario del gruppo di Basilea, John Ramsey, i posti di lavoro non saranno ridotti. La finalizzazione dell’operazione è prevista per fine anno, l’obiettivo è l’acquisto di almeno il 67% dei ti­ toli in circolazione. Una reintroduzione di Syngenta in Borsa è prevista peri prossimi anni. Il programma di riacquisto di azioni proprie e la cessione di un ramo sementi vengono nel frattempo bloccati. Ieri a Zurigo l’azione Syngenta è andata al rialzo ed ha chiuso la sedutaa 403 franchi (+2,73%). Rialzo prevedibile dopo la conferma dell’offerta cinese. Anzi, una parte di analisti ed operatori si attendeva un progresso ancora più marcato. È possibile che l’attesa per gli sviluppi dell’operazione e per le necessarie autorizzazioni abbia frenato il movimento degli acquisti. Da tempo Syngentaè nel mirino di grandi gruppi del settore. Offerte ufficiali erano arrivate l’anno scorso dal gigante americano Monsanto, che aveva alla fine proposto 449 dollari per azione. Il cda di Syngenta aveva però respinto le avance di Monsanto, affermando che il prezzo era inadeguato e che l’acquisto da parte di quest’ultima avrebbe comportato rischi rilevanti in materia di regolamentazione. Il gruppo americano aveva gettato la spugna nell’agosto scorso. Altre voci, pur senza conferme ufficiali, ci sono poi state sull’interessamento di altri grandi gruppi presenti nel settore, tra cui la tedesca Basf. Ad ogni tornata di voci su pretendenti, il titolo Syngenta ha registrato rialzi. Negli ultimi mesi è emerso il nome del colosso cinese ChemChina, che ora in effetti cala le sue carte sul tavolo. ChemChina attua adesso un’offerta record, la più alta all’estero per un gruppo cinese. Con questo acquisto,ChemChina può spostare i rapporti di forza nell’agrochimica, che comprende anche il capitolo ogm. Il gruppo cinese ha tra l’altro già acquisito, oltre a Pirelli, la società chimica tedesca KraussMaffei e una quota del 12% della società svizzera di trading Mercuria. Syngenta ieri ha anche reso noti i suoi dati per l’esercizio 2015. Il fatturato è sceso dell’11%, a 13,4 miliardi di dollari. L’utile ha registrato una flessione del 17%, a 1,3 miliardi di dollari. Il calo delle materie primee le oscillazioni valutarie si sono fatti sentire. Ma il gruppo elvetico resta evidentemente appetibile.Syngenta

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Andamento del titolo a GinevraIN CIFRE13,4 Le vendite in miliardi di dollari Syngenta ha chiuso il 2015 con un fatturato in calo dell’11% a 13,4 miliardi di dollari. In calo anche l’utile netto: ­17% a 1,3 miliardi, causa il calo delle materie prime e le oscillazioni delle valute.43 L’offerta ChemChina in mld $ China National Chemical Corp, che Pirelli, ha lanciato un’offerta da 43 miliardi di dollari per acquistare il big svizzero nato nel 2013 dalla fusione tra Novartis Agribusiness e Zeneca Agrochemicals.