Abiogen compie 25 anni: acquisisce Altamedics e punta a crescere all’estero

Abiogen
Pubblicato il: 25 Novembre 2022|

Parola d’ordine: crescere all’estero. Ma senza perdere di vista il carattere di impresa italiana e familiare. Abiogen compie 25 anni e progetta il futuro all’insegna dell’internazionalizzazione. Per l’occasione è arrivata anche la prima acquisizione della storia dell’azienda pisana: Altamedics, società di distribuzione farmaceutica con sede a Colonia. Diventerà la prima filiale Abiogen Pharma in Europa, portando così a compimento quel piano di espansione che il gruppo ha avviato sette anni fa. “Abbiamo scelto di innovare e di guardare al resto del mondo”, ha detto Prisca Di Martino, a capo della business unit dedicata allo sviluppo internazionale.

L’azienda

Abiogen è una delle prime trenta aziende farmaceutiche in Italia, con un fatturato che ha superato i 195 milioni di euro nel 2021. Dal suo stabilimento (120 mila metri quadrati vicino a Pisa, in cui lavorano 440 persone) escono 75 milioni di pezzi in un anno, con l’obiettivo di commercializzare farmaci di eccellenza, accessibili a tutti. L’azienda toscana, che produce farmaci propri e per aziende terze e commercializza farmaci propri e in licenza, ha dedicato l’attività di ricerca e sviluppo alle aree del metabolismo osseo, del trattamento del dolore e delle malattie respiratorie, metaboliche e dermatologiche.

Vocazione internazionale

Negli anni ha maturato una vocazione internazionale che oggi trova riscontro anche nei numeri. I ricavi derivanti dalle attività estere, infatti, sono cresciuti di circa il 49% nel 2021, consolidando di fatto le già positive performance del 2020 (+30%) e 2019 (+28%).  Per questo motivo, l’azienda ha deciso, nel frattempo, di strutturare l’unità di business internazionale, con il team dedicato che “è già passato da due a sei persone”, racconta Di Martino. “Guardiamo in generale a Centro e Sud America, all’Asia ma soprattutto all’Europa e il primo obiettivo sarà proprio definire una strategia di espansione efficace e coerente”, prosegue la manager. “Abiogen oggi registra solo il 10% del suo fatturato all’estero e in maniera diretta siamo presenti solo in Italia”. Il business plan prevede che nel corso del prossimo anno la presenza diretta si espanda ad altri paesi, sfruttando non solo i prodotti di proprietà attualmente disponibili, ma anche altri in fase di sviluppo, sempre dedicati all’area scheletrica. “L’obiettivo, – conferma il direttore della Business Unit – è dare vita a legal entity nuove, ma non si esclude l’ipotesi di acquisire aziende già presenti”. In ogni caso Abiogen punta a incrementare il fatturato e allo stesso tempo a portare l’incidenza dei ricavi internazionali al 30% circa del totale.

Un percorso che parte da lontano

Il percorso di internazionalizzazione di Abiogen parte da lontano. “Abbiamo iniziato a lavorare all’espansione internazionale nel 2015”, sottolinea Di Martino. “Siamo partiti con contratti di licensing out, ovvero accordi per la distribuzione dei prodotti tramite partner locali. Tra il 2015 e il 2020, con un solo prodotto siamo passati da 0 a 20 milioni di fatturato. Ci siamo resi conto che il potenziale di crescita era molto grande. Così abbiamo scelto di cambiare approccio e creare una divisione internazionale”. La scelta di internazionalizzare si rivela vincente. Tanto che, lo scorso anno, la divisione in questione ha registrato un fatturato di 24 milioni di euro. “Già prima della pandemia”, precisa la manager, “ci siamo resi conto della necessità di ridurre la dipendenza e il rischio associato alla presenza in un unico Paese”.

Nel mezzo di una crisi mondiale

Ma come ogni cambio di direzione che si rispetti, arriva un momento in cui il percorso può rivelarsi insidioso. La recente evoluzione della congiuntura internazionale e italiana, infatti, ha portato il team a fare i conti con uno scenario in cui agli strascichi della pandemia si sommano guerra, tensioni politiche, allungamento dei tempi di approvvigionamento e incremento dei costi delle materie prime. Un aumento che, nel settore della salute, non può essere scaricato sul consumatore finale. “Ma la nostra strategia non cambia. Abbiamo fatto le nostre scelte e pensiamo di riuscire a star dietro alla velocità con cui cambiano i mercati”, ci tiene a precisare Di Martino.

Obiettivi ambiziosi

Nonostante il contesto politico-economico possa intimidire, gli obiettivi di crescita di Abiogen restano dunque ambiziosi. La nuova divisione internazionale punta a quadruplicare il fatturato nei prossimi quattro anni. Prevede di passare dai contratti di licensing out all’apertura di filiali Abiogen Pharma in Germania, Spagna e Francia entro la fine del 2024 e ha in programma l’allargamento del portafoglio prodotti. Valuta acquisizioni di aziende o rami di aziende e lo sbarco in nuovi mercati, come Brasile e Argentina. “Le prime filiali saranno in Europa perché ci aspettiamo di trovare uno scenario non troppo lontano da quello italiano, ma guardiamo anche ad altri continenti. Oggi siamo presenti in una quarantina di mercati. Il nostro obiettivo è rendere Abiogen un’azienda internazionale, senza perdere di vista il nostro carattere di impresa italiana e familiare”.

L’acquisizione

Dopo le parole, però, si passa ai fatti. E così, a novembre, Abiogen mette ufficialmente il primo tassello nel mosaico del processo di espansione internazionale. Lo fa acquisendo la tedesca Altamedics GmbH, distributore farmaceutico su diversi mercati internazionali, fondata a Colonia nel 2009. Cura in particolare la distribuzione di prodotti ospedalieri. “È la prima acquisizione nella storia di Abiogen. Abbiamo pensato a un’azienda in grado di agire come piattaforma di lancio in Europa e che ci garantisca, al tempo stesso, la presenza in ospedali e cliniche, in questo caso in Germania”, specifica Prisca Di Martino. “Le nostre direttive strategiche, infatti, prevedono di creare una rete di informatori e di lanciare e distribuire prodotti Abiogen, così come continuare a sostenere nel mercato tedesco i prodotti Altamedics, che a quel punto diventeranno un asset anche per Abiogen, sia in Italia sia nella possibile estensione di accordi di distribuzione in altri paesi”. L’operazione ha un valore che si aggira tra i sette e gli otto milioni di euro. Altamedics, al momento, realizza tre milioni di fatturato con sei dipendenti. “Il nostro obiettivo è far crescere l’azienda tedesca, senza snaturarla, andando anzi ad alimentare quel profilo di qualità che ci è stato dimostrato fino a oggi”.

Sguardo al futuro

Guardando al futuro, la strada sembra tracciata: “Il nostro obiettivo è quello di continuare a crescere sia in maniera diretta che tramite licensing out. Vogliamo aprire almeno altre due filiali in due anni e accrescere il nostro portfolio prodotti. Ne abbiamo in sviluppo almeno un paio che dovrebbero arrivare sul mercato nel giro di un anno e mezzo. A oggi l’85% del fatturato estero dipende da un solo prodotto, quindi il potenziale è immenso e noi cercheremo di sfruttarlo al meglio”.

Tag: abiogen / altamedics / prisca di martino /

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