Automazione e gestione del farmaco: trasformare la spesa corrente in investimento di valore  

Pubblicato il: 28 Maggio 2026|

La gestione del farmaco è passata dall’essere una funzione puramente tecnica a rappresentare una delle sfide organizzative più complesse per il nostro Servizio sanitario nazionale. Non si tratta solo di una mappa in cui si intersecano le strade informatiche per la distribuzione, ma di un pilastro su cui si reggono la sicurezza dei pazienti e la tenuta economica del sistema. Della centralità del tema parla Paolo Bisogni, professore incaricato di Operations Management presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e amministratore delegato di Sogenet Srl, società di consulenza direzionale attiva nelle aree di ottimizzazione organizzativa e dei processi di supply chain.

“Un direttore generale – spiega – oggi non può limitarsi a una sola azione per garantire il bilanciamento tra costi e ricavi, ma deve attivare contemporaneamente diverse leve, che spaziano dal mix produttivo alla gestione delle liste d’attesa, fino al costo del personale”. In questo scenario, la logistica assume una rilevanza strategica fondamentale proprio perché contribuisce direttamente alla stabilità finanziaria dell’azienda. “Se non avesse questo impatto economico – commenta il professor Bisogni – non potrebbe essere definita strategica”.

Ripensare i modelli e il ruolo dell’automazione

L’inserimento dell’automazione nei processi logistici agisce profondamente sulla struttura dei costi, operando una trasformazione della spesa corrente in un investimento. “L’obiettivo – precisa il professore della Cattolica – è impiegare figure professionali, oggi sempre meno disponibili, come ad esempio gli infermieri, in attività ad alto valore aggiunto e alto impatto clinico sostituendo il lavoro manuale con componenti tecnologiche”. Il vero valore dell’automazione non risiede nella macchina in sé, ma nella capacità di ridisegnare il modello organizzativo. “In un sistema in cui il costo del personale e dei farmaci – ricorda – rappresenta la voce principale, l’automazione logistica diventa lo strumento chiave in quanto interviene su ambedue i capitoli di spesa consentendo di ottenere risultati immediati e positivi su entrambi i fronti rendendo i processi più sicuri e meno dispersivi. La sfida per i direttori generali dei prossimi anni sarà quella di orchestrare professionalità diverse, superando le separazioni tra i reparti e i settori amministrativi, per costruire un’architettura aziendale capace di assorbire l’innovazione tecnologica e trasformarla in reale valore per il sistema sanitario”.

L’impatto sui processi e sulla spesa

Questo cambiamento impatta non solo sui costi di movimentazione, ma anche sui tempi di stoccaggio e di handling, permettendo di liberare risorse umane che possono essere riallocate a funzioni più nobili e cliniche. “Oggi la catena logistica può essere coperta integralmente da soluzioni automatiche, dalla ricezione delle merci dai fornitori fino alla somministrazione al letto del paziente. Esistono sistemi automatici centrali per le farmacie ospedaliere che gestiscono lo stoccaggio e il prelievo, così come i veicoli a guida autonoma, gli Agv, capaci di trasportare carrelli con pasti, biancheria o farmaci, eliminando la necessità di movimentazione manuale. A queste si aggiungono i robot per il picking a confezione e, scendendo nei reparti, gli smart cabinet o i carrelli intelligenti dotati di scanner. Queste tecnologie garantiscono una tracciabilità totale e riducono drasticamente rischi di errore, scadenze e ammanchi”.

In un contesto in cui sostenibilità e accesso alle cure sono priorità sempre più centrali, l’automazione della logistica si afferma come la base di un approccio integrato alla gestione della terapia farmacologica. I benefici sono molteplici: riduce gli sprechi, per esempio limitando i farmaci scaduti e migliorando la programmazione degli acquisti; aumenta la disponibilità dei medicinali nei luoghi in cui servono; aiuta a fronteggiare le situazioni di carenza; favorisce una maggiore appropriatezza e aderenza terapeutica.

Le barriere alla diffusione

Nonostante i vantaggi dell’innovazione tecnologica siano allettanti, non si può fare a meno di notare come gli investimenti in logistica vengono spesso de-prioritizzati in favore di tecnologie ad impatto clinico più diretto (es. TAC, ecografi, ecc.) dimenticando come l’automazione possa in realtà, non solo liberare risorse in tempi relativamente brevi (es. ROI in un paio d’anni) permettendo quindi nuovi ulteriori investimenti, ma anche avere un impatto importante sull’outcome clinico dei pazienti agendo direttamente sul processo di gestione delle terapie farmacologiche.

In tal senso occorre fare cultura ribadendo l’importanza imprescindibile di investire in tutti quegli elementi strutturali necessari al buon funzionamento dell’ospedale e ai quali la logistica appartiene.

Un altro elemento da considerare è che il semplice acquisto di nuove strumentazioni deve essere accompagnato dalla formazione delle professionalità coinvolte. “Questo implica – aggiunge l’esperto – un salto culturale per addetti alla logistica, ingegneri clinici, farmacisti e infermieri. Attualmente esiste una barriera formativa significativa, poiché nei percorsi universitari, ad esempio in quelli infermieristici, non viene insegnata la logistica”.

L’opportunità all’orizzonte

L’evoluzione delle tecnologie di automazione è una strada a cui guarda la gara per la micrologistica ospedaliera, indetta a finire dello scorso anno dalla Consip , che mira a facilitare l’accesso alle tecnologie, ribadendo l’importanza per il paese di investire nell’automazione della logistica del farmaco.

Tale gara ha introdotto delle importanti novità, come l’obbligo delle imprese di offrire una formazione qualificata per gli operatori addetti all’uso delle nuove tecnologie. “La gara – illustra Bisogni – non si limita a offrire un catalogo di soluzioni tecnologiche prequalificate, ma introduce l’obbligo della formazione tecnica e manageriale. Le aziende fornitrici sono tenute ad abbinare alla vendita del robot anche percorsi formativi di alto livello, come master universitari in logistica”. Questo sposta completamente le logiche progettuali: l’ospedale non compra più solo un bene, ma è spinto a dotarsi di competenze per gestire la complessità. “Si tratta – conclude – di un acceleratore strategico che incoraggia le direzioni ad indirizzare gli investimenti nell’automazione della logistica e a non sottovalutare il fattore umano e la necessità di integrare i vari mondi dell’ospedale, quello clinico, amministrativo e tecnologico, in un’unica visione trasversale”.

Tag: automazione / becton dickinson / Consip / logistica dei farmaci / Paolo Bisogni /

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