Becton Dickinson: un impegno quotidiano dalla parte delle persone

Pubblicato il: 2 Marzo 2022|

Un ambiente di lavoro inclusivo, attento ai bisogni delle persone, in cui crescere ed eccellere. Nel 2022 per la prima volta Becton Dickinson, azienda leader a livello mondiale nell’industria delle tecnologie biomedicali, ha ottenuto il riconoscimento Top Employer Italia. Grazie all’attenzione quotidiana verso i propri dipendenti, pratiche di welfare, iniziative per l’inclusione e la diversità, un modello di leadership stimolante, percorsi di formazione e valorizzazione dei talenti. Ne parla in questa intervista Valentina Maurelli, Human Resources Director di BD Italia e Grecia.

In che modo BD “si prende cura” dei suoi dipendenti?

BD si impegna ogni giorno per fare la differenza, aiutando i pazienti a vivere una vita migliore. Questo purpose aziendale anima anche l’approccio che adottiamo verso le persone. Prendersi cura significa garantire un ambiente dove le persone possano star bene ed esprimere tutta la propria professionalità e unicità, tenendo conto del loro benessere e delle loro esigenze.

L’approccio di BD si sviluppa su due piani: da un lato, quello culturale, dall’altro, quello legato all’ascolto dei bisogni delle persone nelle diverse fasi della loro vita. Il piano culturale è strettamente connesso alla business strategy che si fonda su alcuni pillars, tra cui: growth ed empowerment. Sono due pilastri pervasivi di tutta la cultura della nostra organizzazione, in cui le persone devono sentirsi libere di esprimersi, senza avere paura di sbagliare, perché l’errore è fonte di apprendimento e anche il presupposto per fare sempre meglio. Un approccio del genere va sostenuto anche attraverso la formazione, che aiuta ad adottare questo mindset. In BD le persone si sentono responsabili non solo del proprio ruolo, ma parte di un grande progetto aziendale, grazie anche a un abbattimento delle gerarchie aziendali che crea un ambiente più vivace e più fluido.

Su un piano più pratico, invece, partiamo dal presupposto che le persone abbiano esigenze diverse nel corso della vita lavorativa e privata. Così abbiamo implementato una serie di iniziative di grande valore, ad esempio sostegno psicologico, assistenza sociale sempre attiva, programmi di supporto dopo lunghe assenze, come nel caso delle maternità. Ma anche yoga al mattino, stretching serale, corsi sulla mindfulness. E poi tutto il sistema di welfare esteso, assicurazioni e flexible benefits, consolidato ormai da diversi anni.

Qual è il vostro impegno per garantire un bilanciamento tra vita privata e lavoro?

BD ha già da diversi anni attuato lo smart working, l’orario flessibile e diverse pratiche di flessibilità. Nel caso dello smart working garantiamo il supporto necessario per lavorare bene e in sicurezza anche a casa, ad esempio fornendo dotazioni ergonomiche. Investiamo sulla formazione di una cultura manageriale che abbia a cuore il bilanciamento tra vita privata e lavoro. Sia i manager che le persone partecipano a corsi di formazione per gestire la flessibilità e il lavoro a distanza nel modo più corretto ed efficace possibile, attraverso un rapporto fondato su fiducia e responsabilità.

Diversità e inclusione sono al centro delle vostre politiche per le risorse umane. Quali sono le azioni introdotte in questo ambito?

BD ha un piano strategico di inclusione delle diversità articolato in diversi filoni: dalla questione di genere all’inclusione cross-generazionale, dall’orientamento sessuale alla disabilità. Ogni anno organizziamo incontri con testimonial esterni e anche con il coinvolgimento diretto delle persone che vogliono offrire una testimonianza su questi temi. Si condividono storie di inclusione ed esperienze personali. Si organizzano focus group, come abbiamo fatto ad esempio con le donne per approfondire il loro vissuto nelle diverse fasi della vita lavorativa e professionale. BD è anche membro dell’Healthcare Businesswomen’s Association (HBA), associazione internazionale molto attiva, a cui aderiscono le persone dell’azienda. In tutte le iniziative che riguardano l’inclusione delle diversità i manager dell’azienda sono direttamente coinvolti. Abbiamo poi dei piani di analisi e revisione periodica sugli elementi retributivi per assicurare l’equità.

Un ambiente di lavoro in cui si cresce professionalmente è fondamentale. La vostra ricetta?

La nostra ricetta è il coraggio di investire sulle persone e su piani di sviluppo per le carriere, che vanno non solo pensati ma soprattutto realizzati. Uno dei fattori di successo per BD è sicuramente l’internazionalità. La nostra struttura italiana, ad esempio, ha diversi ruoli internazionali basati qui e dunque si può fare carriera internazionale anche senza andare all’estero. Più in generale BD, tramite la BD University, mette a disposizione programmi molti intensi per i talenti a tutti i livelli, dai più giovani agli executive, e un catalogo di corsi ricchissimo. In Italia abbiamo sviluppato un percorso di 18 mesi per i giovani talenti, con diverse sessioni su aspetti fondamentali per un giovane che entra nel mercato del lavoro, dal project management alle strategie, dal public speaking alla leadership. Un percorso che prevede anche il coinvolgimento in progetti e un contatto diretto con i vertici aziendali.

Quale approccio applicate per la formazione dei leader?

Il nostro modello è quello della servant leadership. Crediamo che siano le persone e il loro engagement a fare la differenza nel raggiungimento degli obiettivi aziendali. La servant leadership è un modello in cui i leader si mettono al servizio delle persone, creando un ambiente in cui si possano esprimere tutte le potenzialità. È un approccio che ribalta la piramide e richiede un lavoro intenso sulla formazione. Chiediamo ai leader, dai vertici internazionali al livello locale, di essere da esempio e di parlare con le persone. Anche per spiegare i comportamenti legati alla servant leadership, in modo che questa diventi una cultura sempre più pervasiva dell’organizzazione.

Tag: BD / becton dickinson / risorse umane / top employers /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
organi su chip medicina personalizzata

Organi su chip: la medicina personalizzata si può fare anche così

Una tecnologia che potrebbe far risparmiare fino a cinque anni di tempo e fino al 20% del costo totale di sviluppo di un farmaco (in miliardi di euro) più solide conoscenze su cui basare le delicate fasi iniziali della sperimentazione e al contempo essere strumento per una medicina sempre più personalizzata

RUBRICHE
FORMAZIONE