Carcinomi ovarici: olaparib di AstraZeneca arriva in Italia per le pazienti con mutazione Brca

Pubblicato il: 9 Ottobre 2015|

Dopo essere stato approvato in Europa a dicembre 2014, è disponibile anche per le pazienti italiane olaparib (Lynparza), inibitore della ADP-ribosio polimerasi (Parp) sviluppato da AstraZeneca. Il farmaco è attivo nel trattamento dei carcinomi ovarici epiteliali sierosi legati alla mutazione di Brca, di grado alto e in recidiva (compresi quelli delle tube di Falloppio e quelli peritoneali primari), che abbiano mostrato una risposta parziale o completa al platino, unica terapia finora disponibile. La molecola è in fascia C “non negoziata” (Cnn), la categoria  prevista nel Decreto Balduzzi (poi convertito in legge 189 dell’8 novembre 2012) in attesa della negoziazione con l’Aifa del prezzo e che questo sia pubblicato in Gazzetta Ufficiale. I farmaci in questa fascia sono quindi a carico del singolo ospedale o del cittadino. Per garantire l’accesso al trattamento, data l’unicità del meccanismo d’azione e la mancanza di alternative terapeutiche specifiche per le pazienti con mutazione Brca, AstraZeneca ha reso noto però che sosterrà i costi della terapia quasi per intero fino ai primi mesi del 2016, periodo previsto per il totale rimborso da parte del Ssn. L’azienda applicherà infatti uno sconto del 99,99% sul prezzo (già scontato dell’Iva, sempre a carico dell’azienda) di 7.240,03 euro. Le pazienti italiane potranno avere accesso al farmaco per le indicazioni previste, su richiesta del proprio oncologo e dopo che l’apposito e convalidato test di sensibilità avrà dato esito positivo. Al momento – rende noto AstraZeneca – sono già una quarantina le donne in trattamento. La questione dei farmaci in fascia Cnn ha generato un ampio dibattito, soprattutto tra gli oncologi (Aiom, Cipomo), sull’ampia disparità di accesso di questi farmaci tra chi può permettere di acquistarli (aziende, regioni, ma anche singoli) e chi no. In questo contesto l’iniziativa di AstraZeneca rappresenta una strada alternativa per garantire la disponibilità dei trattamenti innovativi fino dall’approvazione in sede europea.

Tag: Astrazeneca / brca / carcinoma ovarico / Decreto Balduzzi / Olaparib /

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